Norme & Tributi

Riforma del processo penale, un passo avanti (ancora confuso)

L’ANALISI

Riforma del processo penale, un passo avanti (ancora confuso)

Un po' di tutto. Forse troppo o troppo poco. Il disegno di legge sul processo penale ingloba misure di varia natura, deleghe e altre subito in vigore, e diversa efficacia. Un intervento che però nasce, ammette lo stesso ministero, nella consapevolezza che la complessità della giustizia italiana è tale da non potere essere affrontata con un unico intervento riformatore. Tanto più che tutta una serie di problemi attiene in realtà a piano organizzativo e strutturale più che strettamente normativo. Di certo sono da subito forti le proteste di magistrati (Anm critica soprattutto sulla norma che vincola l'esercizio dell'azione penale a 3 mesi dalla chiusura indagini) e gli avvocati (Camere penali in sciopero la prossima settimana sull'impianto autoritario del provvedimento)
Comunque, tra quanto diventerà immediatamente operativo, va senza dubbio segnalata la riforma della prescrizione. Che verrà bollata come minimalista o, invece, azzardata. Perché si è scelto di non toccare i limiti di decorrenza, ma di agire sulla sospensione, bloccando il decorso in caso di condanna di primo grado. Facendolo però riprendere in caso di assoluzione nei giudizi di impugnazione. Una decisione che punta a un equilibrio tra necessità di perseguire i reati e livello delle garanzie e che, tuttavia, parte delle opposizioni e i penalisti contesta, sottolineando che in questo modo i processi dureranno a oltranza.
In una chiave di riduzione dei procedimenti che approdano a giudizio si segnala l'impulso alla giustizia riparativa, con l'introduzione di una nuova causa di estinzione dei reati perseguibili a querela quando l'imputato rimedia interamente al danno e ripara alle conseguenze del reato, di regola prima del dibattimento. In stretto collegamento va letta l'estensione del perimetro dei reati perseguibili a querela, contro il patrimonio e la persona, a condizione che provochino offese modeste.
Maggiori perplessità sulle misure di diritto penale sostanziale, quelle più indulgenti a quel populismo penale che anche il ministro Andrea Orlando ha spesso criticato. Previsto l'aumento del sanzioni per i furti in abitazione e gli scippi e per quel reato di voto di scambio che pure nel 2014 era stata modificato in direzione contraria (condotta più ampia, ma pena più blanda).
Assai nutrito il pacchetto delle deleghe che verosimilmente, non vedrà un approdo in questo limitato scorcio di legislatura, da quella sull'ordinamento penitenziario a quella sulle misure di sicurezza personali, passando per il casellario e le impugnazioni. Unica eccezione, la delega sulle intercettazioni, con un periodo di soli 3 mesi per darvi esecuzione e una commissione ministeriale già in rampa di lancio per recepire le buone prassi già adottate da alcune procure soprattutto in materia di tutela della privacy.

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