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Nell’Unione europea la caccia alle prove è senza ostacoli

PROCESSO PENALE

Nell’Unione europea la caccia alle prove è senza ostacoli

Ansa
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Acquisizione delle prove all’estero con meno ostacoli. Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione nel nostro ordinamento alla direttiva 2014/41/Ue. Il provvedimento introduce l’ordine di indagine europeo, che nelle intenzioni dovrà diventare un fondamentale strumento di cooperazione giudiziaria penale con i Paesi dell’Unione, destinato a facilitare la collaborazione e il coordinamento degli organi di investigazione per il contrasto alla criminalità transnazionale. Si tratta di uno strumento che permetterà la diretta corrispondenza tra le autorità giudiziarie dei diversi Stati.

Sul piano processuale, l’ordine di indagine europeo consentirà di rendere più rapida la raccolta di prove penali e più agevole la loro circolazione e utilizzazione sul territorio dell’Unione, sulla base del principio del mutuo riconoscimento.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede due capi fondamentali, uno dedicato all’esecuzione, da parte della magistratura italiana, di una richiesta che arriva dall’estero, e l’altro, che fa riferimento all’emissione di un ordine d’indagine da parte della nostra autorità giudiziaria.

Da sottolineare il fatto che anche la difesa potrà chiedere l’emissione di un ordine d’indagine con l’indicazione, a pena di inammissibilità, dell’atto di indagine da compiere e e dei motivi che ne fondano l’esecuzione.

Varia la tipologia di atti che può essere oggetto delle due procedure, dal sequestro a fini probatori allo svolgimento di intercettazioni, ma sono espressamente comprese anche operazioni sotto copertura, audizioni attraverso videoconferenze e informazioni su conti correnti e operazioni bancarie.

Quanto all’esecuzione in Italia, l’ordine di indagine non è proporzionato se dalla sua esecuzione può derivare una compressione dei diritti e delle libertà dell’imputato o della persona sottoposta alle indagini o di altre persone coinvolte dal compimento degli atti richiesti, non giustificato da esigenze investigative o probatorie, tenuto conto della gravità dei reati per i quali si procede e della pena prevista.

Delicato il tema delle intercettazioni da svolgere in Italia su richiesta dall’estero. In questo caso, il Pm trasmette al Gip l’ordine di indagine con richiesta di esecuzione, dopo aver provveduto al riconoscimento e dopo aver specificamente verificato che siano indicati:

l’autorità che procede;

l’esistenza del titolo che dispone o autorizza lo svolgimento delle operazioni di intercettazione con l’indicazione del reato;

i dati tecnici necessari allo svolgimento delle operazioni;

la durata dell’intercettazione;

i motivi che rendono necessaria l'attività di indagine richiesta.

Per quanto riguarda invece la richiesta dall’Italia all’estero, è prevista sia l’impugnazione dell’ordine di indagine in caso di sequestro probatorio sia la partecipazione all’esecuzione da parte del Pm richiedente.

Sono raccolti nel fascicolo per il dibattimento:

i documenti acquisiti all’estero attraverso ordine di indagine e i verbali degli atti non ripetibili assunti con le stesse modalità;

i verbali degli atti, assunti all’estero con ordine di indagine con partecipazione dei difensori.

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