Norme & Tributi

Serve un quadro di certezze per favorire la ripresa

IL NODO DEI VOUCHER

Serve un quadro di certezze per favorire la ripresa

Su voucher e appalti è indietro tutta. Se è vero che due mesi all’insegna dello scontro sul referendum sono un rischio che il Paese non può correre. È anche vero che la decisione presa dal consiglio dei ministri getta nell’incertezza milioni di famiglie, e le imprese che hanno utilizzato i buoni lavoro in modo regolare. Non ci riferiamo agli abusi che vanno severamente puniti. Ma al lavoro accessorio regolare che non avrà più alcuno strumento di regolazione. Non si potranno più pagare con i voucher i piccoli lavoretti domestici, le lezioni di ripetizione, gli impieghi occasionali nel turismo, nella ristorazione, nel commercio, la raccolta stagionale nei campi. Difficile che il lavoro occasionale verrà sostituito da contratti di lavoro subordinato. Più facile che si torni al nero. Questa marcia indietro è meno comprensibile se si considera che la tracciabilità introdotta lo scorso ottobre sta producendo risultati positivi. In cima all’agenda del governo dovrà trovare spazio la definizione di uno strumento regolatorio utilizzabile da famiglie, artigiani, imprese, per sottrarre al sommerso le prestazioni di lavoro accessorio. Analogamente per gli appalti, la scelta del governo di ripristinare le vecchie norme sulla piena responsabilità solidale, impedisce alle imprese e ai sindacati più rappresentativi di stabilire attraverso la contrattazione diversi strumenti di controllo, più rispondenti alle necessità individuate dalle parti. Nelle controversie le imprese corrette verranno penalizzate, e il debitore principale, se inadempiente, sarà deresponsabilizzato. Le aziende non cercano conflitto, ma chiedono certezze, specie in una fase così delicata per la ripresa dell’economia.

© Riproduzione riservata