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Evasione fiscale, oggi la riunione della Commissione governativa

Le strategie per il contrasto

Evasione fiscale, oggi la riunione della Commissione governativa

Una strategia condivisa per mettere alle strette gli evasori fiscali: è quella che cercheranno di mettere a punto ministero dell’Economia, agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza a partire da oggi, data della prima riunione della Commissione consultiva per il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali.

La Commissione era stata istituita da un decreto dell’Economia ed è presieduta dal ministro Pier Carlo Padoan. All’incontro parteciperanno - tra gli altri - il
viceministro Luigi Casero, il direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e il comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi.

La Commissione dovrebbe permettere di «sfruttare al meglio le sinergie esistenti, sia sotto il profilo della analisi del rischio che dell’innovazione tecnologica, due temi chiavi per assicurare il contrasto all’evasione», aveva infatti spiegato il ministro Padoan a febbraio, presentando i risultati dell’attività dell’agenzia delle Entrate relativi al 2016.

Il lavoro della Commissione sarà articolato su vari fronti, tanti quanti i tipi di evasione individuati. «Esistono diversi tipi di evasione - aveva infatti spiegato Padoan - e a ogni tipologia corrispondono azioni di contrasto, che devono essere parte di una strategia coerente nel suo complesso, ma allo stesso tempo in grado di diversificare in base alle differenti manifestazioni del fenomeno».

Evasione internazionale
L’evasione internazionale è quella dei grandi capitali nascosti attraverso intermediari compiacenti in quelli che un tempo venivano definiti “paradisi fiscali”, cioè quelle giurisdizioni che facevano della segretezza e dell’opacità il loro marchio di fabbrica. «L’azione di contrasto di questo tipo di evasione - si legge nel documento del Mef - passa necessariamente per la trasparenza e la cooperazione internazionale».
L’Italia in questo campo negli ultimi anni ha fatto molto, attraverso i tavoli internazionali del G20 e dell’Ocse. «Il nostro Paese - aveva ricordato Padoan - è stato capofila in una azione decisa per mettere la parola fine al segreto bancario e introdurre l’obbligo di scambio di informazioni tra Paesi, che oggi è divenuto realtà».

L’evasione delle multinazionali

Una seconda tipologia di evasione è quella relativa alle multinazionali, in particolare quelle del digitale. In verità nella maggior parte dei casi si dovrebbe parlare di elusione e non di evasione, nel senso che i comportamenti posti in essere da tali soggetti rispettano la lettera della legge ma non lo spirito, spesso sfruttando asimmetrie tra ordinamenti fiscali diversi. «Questi comportamenti - sottolinea il ministro - ci preoccupano tanto quanto l'evasione fiscale vera e propria».
L’approccio dell’Italia è stato multi-dimensionale: da un lato è stato promosso il progetto Beps; dall’altro sono state introdotte norme per rendere più “fluido” il sistema fiscale italiano: sono stati lanciati programmi come la cooperative compliance per le grandi imprese, è stata introdotta la possibilità di richiedere certezza in anticipo attraverso i ruling sui grandi investimenti, ed è stata sbloccata la situazione in relazione alle procedure con i partner commerciali per evitare la doppia imposizione.

L’economia digitale

C’è poi un fronte nuovo, che riguarda il mondo digitale. In questo ambito la difficoltà è quella di individuare la base imponibile e quindi di accertare l’imposta dovuta e assicurare il prelievo.
«Il Dipartimento delle Finanze è impegnato nel confronto internazionale sulle risposte da dare a questa nuova sfida per assicurare che queste attività economiche contribuiscano alla fiscalità pubblica e non sottraggano risorse alla collettività», spiega il Mef.
La tassazione delle nuove forme di impresa nate con l’economia digitale sarà uno dei temi del G7 dei ministri delle Finanze che si terrà a maggio.

L’evasione interna
Il governo ha deciso di contrastare l’evasione “di massa” incentivando l’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali attraverso tre mosse:
1. regole più facili da applicare;
2. riduzione o eliminazione di imposte secondo il semplice principio secondo cui se tutti pagano le tasse ognuno ne paga di meno;
3. controlli più mirati ed efficaci.

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