Norme & Tributi

Esami diagnostici vietati nelle parafarmacie

Corte costituzionale

Esami diagnostici vietati nelle parafarmacie

Le parafarmacie del Piemonte non potranno più usare apparecchi di autodiagnostica rapida per fare gli esami dei trigliceridi, della glicemia e del colesterolo. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, che con la sentenza 66/17 depositata oggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge regionale piemontese 11/16 del maggio dello scorso anno, la quale aveva dato il via alla liberalizzazione.

L’articolo 1, comma 2, del nuovo testo normativo aveva modificato la legge regionale precedente che impediva l’utilizzo di apparecchi autodiagnostici al di fuori delle farmacie, consentendo il loro impiego «limitatamente al rilevamento di prima istanza dei trigliceridi, glicemia e colesterolo totale, secondo le modalità stabilite da disposizioni della Giunta regionale»: una scelta che aveva provocato un’immediata levata di scudi della farmacie piemontesi.

La Consulta, a cui aveva fatto ricorso il presidente del Consiglio dei ministri, ha bocciato la legge regionale del Piemonte perché «in contrasto con il principio fondamentale della tutela della salute», che risulterebbe garantito dalle farmacie ma non dalle parafarmacie. «Il legislatore regionale - afferma la sentenza - con la normativa impugnata avrebbe illegittimamente abbassato gli standard di tutela della salute dei cittadini».

Più in particolare, nel dispositivo i giudici costituzionali hanno ricordato che se l’articolo 32 del Dl 201/11 in materia di liberalizzazioni (poi convertito nella legge 214/11) ha consentito che negli esercizi di vicinato e nelle grandi e medie strutture di vendita possano vendersi medicinali da banco, nessuna facoltà è stata invece riconosciuta per le prestazioni analitiche di prima istanza, che per la legge statale possono essere effettuate dalle sole farmacie.

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