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L’obbligo del Pos è ancora senza sanzioni

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L’obbligo del Pos è ancora senza sanzioni

Nonostante la diffusione dei pagamenti elettronici, dei contanti in Italia c’è ancora bisogno e spesso si è costretti a ricorrere a un prelievo al bancomat per poter pagare alcuni servizi. È il caso, per esempio, di alcuni sportelli postali dove le spedizioni di lettere e pacchi devono essere pagate solo con denaro contante o con una delle carte di debito fornite proprio dalle Poste.

Nessuna chance, invece, per la carta d’identità elettronica: sui siti del Comune di Milano e del Comune di Roma, per esempio, si specifica che il versamento di 22,20 per il rilascio è ammesso solo in contanti. Monete e banconote servono anche per le marche da bollo necessarie per gli atti come il passaggio di proprietà di un’auto e il diritto fisso relativo accordo di separazione o divorzio.

Eppure dal 2016 la legge di stabilità ha introdotto l’obbligo di possesso del Pos per gli esercenti e i professionisti e ha anche abbassato la soglia entro la quale va accettato il pagamento elettronico: non più 30 euro ma 5. Il passaggio alla moneta elettronica non è però completo: manca ancora il provvedimento attuativo che introduce le sanzioni per chi non si adegua all’obbligo del Pos. Un disegno di legge c’era, ma non è mai stato approvato. Il provvedimento che si è arenato prevedeva una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 500 euro per chi non si dotasse di un Pos.

Recentemente anche Equitalia ha attivato un canale elettronico per la rottamazione delle cartelle: si chiama Equipay è permette di pagare l’importo dovuto attraverso gli sportelli bancomat degli istituti di credito che hanno aderito ai servizi di pagamento del nodo Cbill del Consorzio Cbi.

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