Norme & Tributi

Precompilata, online 30 milioni di dichiarazioni dei redditi

sul sito delle Entrate

Precompilata, online 30 milioni di dichiarazioni dei redditi

Dichiarazione dei redditi precompilata – versione 2017 – ai nastri di partenza con la pubblicazione su internet di 30 milioni di modelli 730 e Redditi PF intorno alle 13.30 di martedì 18 aprile. La “porta d’ingresso” per i contribuenti è nel sito dedicato delle Entrate, in cui si entra con le credenziali di Fisconline, ma chi possiede il Pin dispositivo dell’Inps e i pubblici dipendenti con i codici d’accesso al sito NoiPa possono vedere la precompilata anche dai rispettivi portali d’accesso.

La scelta del modello. Fin da adesso è possibile visionare e scaricare il modello, salvandolo sul proprio computer. Prima di procedere con il download, però, il contribuente deve fare tre mosse:

1) cliccare su «Visualizza i dati» (sezione in cui si vede da dove l’Agenzia ha tratto il materiale per compilare la dichiarazione);

2) scegliere il modello tra 730 e Redditi PF (c’è anche una procedura che guida il contribuente alla scelta);

3) cliccare su «Ho letto» l’informativa, e poi scaricare il modello, scegliendo tra formato .pdf e formato testuale (quest’ultimo, in verità, poco leggibile per gli utenti comuni).

La bussola del foglio riepilogativo. Quando si scarica il modello, l’ultima pagina

del file in .pdf non è costituita dalla dichiarazione dei redditi vera e propria, ma dal foglio riepilogativo: è una sorta di lunga lista in cui l’Agenzia ha riassunto tutte le informazioni utilizzate per predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata (sono, di fatto, le stesse informazioni che si trovano nella sezione «Visualizza i dati»). In caso di dichiarazioni molto ricche di dati può occupare anche due o tre facciate. In pratica, partendo da questo foglio si può controllare da quale fonte il fisco ha tratto i dati e riscontrare se manca qualcosa: i dipendenti che hanno avuto più rapporti di lavoro o più collaborazioni occasionali nel corso del 2016, ad esempio, devono controllare che tutti i sostituti d’imposta abbiano inviato alle Entrate la Certificazione unica (Cu) con gli importi. Allo stesso modo, chi ha sostenuto nel 2016 delle spese detraibili al 50% per lavori di ristrutturazione su parti comuni condominiali, potrà verificare da qui se il proprio amministratore di condominio ha inviato per tempo i dati al fisco, e se l’Agenzia li ha recepiti correttamente.

I dati non utilizzati. Per ogni voce presente nel foglio informativo, viene anche indicato se il dato è stato inserito o no nella precompilata. In alcune situazioni è “normale” che le informazioni non siano state precaricate dalle Entrate, come nel caso dei bonifici per il risparmio energetico pagati dai contribuenti nel corso del 2016: è sempre il contribuente a dover decidere compilare o no il modello. In altre situazioni, invece, l’Agenzia potrebbe non aver inserito il dato - ad esempio, gli interessi passivi sul mutuo - perché non è del tutto convinta che il contribuente abbia diritto alla detrazione (ad esempio, per un cambio di residenza).

Le correzioni. Le modifiche e le integrazioni, invece, saranno possibili a partire da martedì 2 maggio, anche se per l’invio definitivo alle Entrate i contribuenti che scelgono il fai-da-te avranno tempo fino al 24 luglio (per Caf e professionisti, invece, la scadenza è il 7 luglio, prorogabile al 24 solo se entro data-base è stato inviato l’80% dei modelli).

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