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Precompilata, primo controllo sui dati

Dichiarazioni

Precompilata, primo controllo sui dati

Oltre 200mila accessi al sito delle Entrate nel primo giorno della precompilata 2017, di cui il 56% con le credenziali Fisconline e il resto con gli altri Pin abilitati (Inps, NoiPa e Spid). Il terzo anno dell’operazione non registra cali di interesse e fa segnare un dato in aumento rispetto ai 150mila del debutto 2016.

Al di là degli accessi, conta però la qualità dei dati trasmessi al Fisco e precaricati. Per le prime prove sul campo si possono seguire due vie: passare dalla sezione «Visualizza i dati» del sito delle Entrate oppure andare direttamente al foglio riepilogativo, che si trova in coda al modello dichiarativo in formato pdf (e che nei casi più complessi, a dispetto del suo nome, è lungo anche tre o quattro pagine).

Già scorrendo questa lista emergono i buchi più evidenti nel flusso informativo. Vediamo dove si annidano i maggiori rischi d’errore.

Redditi e familiari

Sotto la voce «Certificazione unica» si vede quali Cu l’Agenzia ha utilizzato per determinare il reddito complessivo. Attenzione a chi ha avuto più rapporti di lavoro a termine o collaborazioni occasionali, oppure percepisce pensioni da più istituti previdenziali. In questi casi alcuni redditi potrebbero non essere presenti, oppure potrebbe non essere stata eseguita correttamente la “somma” degli importi.

Nella sezione «Familiari a carico», invece, bisogna fare attenzione ai figli. I nati nel 2016 potrebbero non esser presenti (se non sono neppure nella Cu, la “colpa” è del sostituto d’imposta). Per i bambini che hanno compiuto tre anni nel 2016, invece, in alcuni casi non risulta conteggiato il numero dei mesi a carico prima e dopo il compleanno, che influisce sulla detrazione e dovrà essere integrato.

Terreni e fabbricati

Un capitolo delicato è quello degli immobili, perché qui nel 2015 e nel 2016 c’è stata la più alta intensità di correzioni. Da una prima ricognizione sui modelli pubblicati ieri, il caso più critico pare quello degli immobili locati. A volte i dati non sono presenti nel foglio informativo. A volte ci sono, ma sono inesatti, e non tengono conto – ad esempio – del fatto che il contratto è stato risolto. Altre volte ancora, sono corretti, ma non vengono inseriti in dichiarazione. Una spiegazione del mancato utilizzo delle informazioni, per i contratti non in cedolare secca, si trova nello stesso foglio informativo, dove si segnala «la necessità di verificare un eventuale adeguamento dell’importo del canone di locazione». Ma spesso mancano anche i canoni degli affitti in cedolare.

Le detrazioni

Nella sezione «Oneri e spese», le spese sanitarie si presentano indubbiamente più ricche. Ci sono, ad esempio, le spese veterinarie. Le somme, inoltre, sono riportate al netto dei rimborsi erogati da casse sanitarie. Attenti, però, agli importi erogati nel 2016 dalle casse in relazione a spese sostenute nel 2015, che appaiono come redditi soggetti a tassazione separata: sarà il contribuente a doverli “detassare” se li aveva già considerati nel 730/2016.

Ad ogni modo, la completezza dei dati precaricati dal fisco in ambito sanitario – di gran lunga i più utilizzati dai contribuenti – potrà essere valutata solo a consuntivo. L’anno scorso il tasso di correzioni fu altissimo, ma mancavano i farmaci da banco senza ricetta, che quest’anno dovrebbero essere presenti.

I bonus sui lavori in casa appaiono sotto la voce «Oneri da ripartire in più anni». Nessun problema particolare per quelli già indicati nel 730/2016, che sono stati “ricopiati” nel 2017 aggiornando il numero di rata (sia per il recupero edilizio che per il risparmio energetico e il bonus mobili).

I bonifici parlanti per spese sostenute nel 2016, invece, sono rimasti tutti nel foglio informativo, compresi – a quanto pare – quelli comunicati dagli amministratori di condominio, contrariamente a quanto indicato in precedenza. Scelta prudente e probabilmente corretta, vista la difficoltà di individuare gli effettivi beneficiari.

Da non dimenticare, infine, che tra le spese per «interventi di recupero del patrimonio edilizio» riportate nel foglio informatico potrebbero esserci anche i pagamenti per l’acquisto degli arredi, eseguiti con bonifico parlante nel 2016 (la circolare 7/E che ha ammesso il bonifico ordinario è arrivata a fine marzo e non tutti si sono allineati subito).

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