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Giustizia, tornano le assunzioni nei tribunali

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Giustizia, tornano le assunzioni nei tribunali

Si torna ad assumere nei tribunali. Lunedì alla Fiera di Roma parte la preselezione del maxi-concorso per assistenti giudiziari, bandito a novembre dell’anno scorso per 800 posti (poi diventati 1.400) e preso d’assalto dai candidati: le domande presentate sono state 308.385, circa la metà da laureati, anche se per partecipare era sufficiente il diploma.

Il concorso – il primo dopo quasi vent’anni, dicono al ministero della Giustizia – è il tassello fondamentale della strategia elaborata dal ministro Andrea Orlando per tamponare il problema della carenza, ormai cronica, di personale amministrativo, che rende più difficile il lavoro nei tribunali. Secondo gli ultimi dati del ministero, sono 9.845 i posti scoperti, il 22,3% dei 44.117 previsti in organico. E il blocco del turn over ha anche fatto lievitare l’età media dei dipendenti, arrivata, secondo la Cgil-Fp, a circa 55 anni.

I nuovi ingressi

La svolta è arrivata con il decreto legge 117/2016, che ha previsto mille assunzioni per i tribunali: 800 assistenti giudiziari da reclutare tramite concorso e 200 con lo scorrimento delle graduatorie di altre amministrazioni

pubbliche. Altre mille assunzioni sono state garantite dalla legge di bilancio 2017: per 600 l’ingresso avverrà sempre tramite il concorso per assistenti giudiziari che parte lunedì (utilizzando le graduatorie degli idonei), mentre i restanti 400 saranno “ripescati” da altre graduatorie.

In totale, quindi, il concorso al via lunedì selezionerà 1.400 dipendenti, mentre da altri elenchi ancora aperti arriveranno 600 “amministrativi”.

Ma non sono questi gli unici strumenti messi in campo da Orlando. Per ridare fiato alla giustizia in affanno, il ministero ha infatti avviato anche operazioni di mobilità (sia obbligatoria che volontaria) e di riqualificazione del personale già in servizio (a settembre sono stati banditi 1.770 posti). Per gli interventi nel triennio 2015-2019 sono stati stanziati più di 412 milioni di euro.

I posti scoperti

Le sedi giudiziarie che soffrono di più sono quelle del Nord Italia: in quasi tutti i distretti settentrionali la carenza di personale supera il 20 per cento. In valori

assoluti, la sede con più posti vacanti è Roma, con 975 posizioni scoperte, seguita da vicino da Milano (969) e Napoli (921)

Le statistiche del ministero della Giustizia mettono in evidenza che non sempre le sedi con le maggiori scoperture nel personale amministrativo (ma anche fra i magistrati) sono quelle meno efficienti. Anzi, a volte succede il contrario.

Tra i tribunali che lavorano meglio c’è, ad esempio, quello di Bolzano, dove sono scoperti oltre la metà dei posti del personale amministrativo. Mentre il tribunale di Messina, che ha vacanti “appena” il 9% dei posti, è tra quelli che impiegano più tempo per arrivare a sentenza nel contenzioso civile (1.803 giorni).

Di certo, però, la mancanza di personale rallenta il lavoro (nel 2016 sono serviti in media 981 giorni per chiudere un contenzioso civile). E l’età media del personale che avanza rende più complesso affrontare i nuovi compiti legati al processo telematico.

Le altre selezioni

Ma non c’è solo il maxi-concorso per assistenti giudiziari. Sono infatti diverse le pubbliche amministrazioni che si preparano a nuove assunzioni. Dal Comune di Milano, che ha bandito 178 posti in diversi profili professionali per cui sono state presentate 50mila domande, all’Istat, che ha bandito un concorso da 325 posti per stabilizzare il personale a tempo determinato, al Comune di Venezia, che cerca 70 agenti di polizia locale.

E sono già più di 6mila le candidature inviate per i 250 posti messi a concorso dal ministero dell’Interno per rafforzare le commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale e il diritto di asilo: per candidarsi c’è tempo fino al 1° giugno.

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