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Nel 2016 sanzionati 574 ecoreati grazie alla nuova legge

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Nel 2016 sanzionati 574 ecoreati grazie alla nuova legge

La legge sugli ecoreati ha consentito di sequestrare 133 beni per circa 15 milioni di euro e di sanzionare 574 reati - più di uno e mezzo al giorno - di cui 173 hanno riguardato specificamente i nuovi delitti (30% del totale). A dare i risultati dell'applicazione della legge sugli ecoreati a due anni dall'approvazione è Legambiente, secondo cui la Campania è la prima regione per numero (70) di ecoreati contestati, la Sardegna quella con il maggior numero di denunciati (126), mentre l'Abruzzo ha il numero più alto di aziende coinvolte (16).

Il maggior numero di arresti è stato compiuto in Puglia (14) e il più alto numero di sequestri è stato compiuto in Calabria (43). In totale, dal 1° giugno 2015 a fine 2016 la legge 68 è stata applicata in 467 procedimenti penali con 651 persone denunciate.

L'anno scorso sono stati contestati 143 casi di inquinamento ambientale, 13 di disastro ambientale, 6 di impedimento di controllo, 5 delitti colposi contro l'ambiente, 3 di omessa bonifica e tre casi di aggravanti per morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale. Secondo i dati raccolti da 87 Procure (pari a circa il 53% del totale) sono stati registrati 265 procedimenti aperti in applicazione della legge sugli ecoreati con 446 persone denunciate.

Secondo l'Ufficio dati statistici e monitoraggio della Direzione generale della giustizia penale del ministero della Giustizia nel 2016 ci sono stati 158 casi di delitto di inquinamento ambientale, 15 le contestazioni di disastro ambientale, 33 i casi di delitti colposi contro l'ambiente, 30 i procedimenti penali per omessa bonifica, 15 quelli per impedimento al controllo, 9 per i casi di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, 3 per traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività.

«L'approvazione della legge sugli ecoreati ha rappresentato uno spartiacque importantissimo. Abbiamo oggi nuovi strumenti, più idonei e mirati, per punire reati gravissimi che incidono sulla tutela di un bene comune a tutti noi: il nostro territorio e, di conseguenza, la nostra salute», ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha poi citato «Terra dei fuochi, Ilva, Eternit» come esempi di alcuni «dolorosi fatti di cronaca che in questi anni hanno determinato una forte

attenzione dell'opinione pubblica e della politica su un problema che andava affrontato con assoluta urgenza». «Commentai in un tweet con un sollevato “finalmente!”» l'approvazione del Ddl, ha ricordato Grasso e ha aggiunto che in questo modo «si è potuto superare un approccio che richiedeva la necessità di adattare al contrasto ai crimini ambientali gli strumenti legali, spesso rivelatisi non del tutto adeguati». «Vedo per fortuna - ha aggiunto Grasso - un'attenzione rinnovata su questi temi, da parte dei cittadini e delle Istituzioni, e una diffusa e sentita esigenza di giustizia e tutela dell'ambiente come bene collettivo e universale ma abbassare la guardia sarebbe un drammatico errore».

La legge sugli Ecoreati «è fondamentale per il Paese, sta funzionando bene e i numeri confermano la sua efficacia: dalla sua approvazione è già stata usata oltre mille volte, a tutela di legalità, ambiente, salute e buona economia». Lo ha detto il presidente della Commissione Ambiente della Camera e primo firmatario della legge sugli Ecoreati, Ermete Realacci.Questa legge, «è anche un simbolo, purtroppo non frequente, di lavoro efficace e trasversale del Parlamento nell'interesse del Paese», ha rilevato Realacci. «Sono molto contento e fiero che questa legge, che porta la mia prima firma, abbia visto finalmente la luce il 19 maggio del 2015 - ha aggiunto - L'introduzione degli ecoreati nel codice penale italiano è stata una battaglia storica di Legambiente, nata oltre 20 anni fa quando ero presidente dell'associazione».

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