Norme & Tributi

Esame di avvocato, sull’obbligo di motivare il voto deciderà…

CONSIGLIO DI STATO

Esame di avvocato, sull’obbligo di motivare il voto deciderà l’adunanza plenaria

Sarà l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato a stabilire se la mancata ammissione alle prove orali dell'esame di avvocato possa essere disposta sulla base di un semplice voto numerico oppure se sia necessaria una motivazione scritta, sia pur minima.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa della regione siciliana (Cga), con l'ordinanza 206 del 2 maggio, ha infatti rimesso la questione a Palazzo Spada che dovrà verificare se la disciplina transitoria che rinvia l'entrata in vigore della riforma dell'esame di abilitazione (per ora al 2018) comprenda, nel rinvio, l'articolo 46, comma 5 della legge n. 247 del 2012, secondo cui: «La commissione annota le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti» . E, più in generale, se il voto numerico sia sufficiente ed adeguato per esprimere il giudizio tecnico discrezionale proprio della Commissione.

La rimessione è stata disposta alla luce «delle diverse questioni che si agitano in giurisprudenza», nonché dell'«impatto sociale che l'esame per l'abilitazione produce su molti giovani».
Il caso

In primo grado, il Tar Sicilia, sede di Catania, ha accolto il ricorso di un candidato che chiedeva l'annullamento del provvedimento di non ammissione agli orali per la sessione 2015. In particolare, la Sottocommissione di esame, nominata presso la Corte d'Appello di Torino, aveva assegnato il punteggio complessivo di 83 (prova di diritto civile 28, di diritto penale 25, atto giudiziario 30) che non era sufficiente per sostenere l'orale. Nella motivazione il Tribunale, fra l'altro, ha scritto che il voto numerico «deve essere sempre accompagnato da una espressione lessicale che, quanto meno, anche sinteticamente, consenta di cogliere quali siano gli aspetti critici e/o deficitari individuati in sede di correzione dell'elaborato. Solo in tal modo, infatti, è possibile ripercorrere il percorso valutativo della Commissione e, quindi, controllare la logicità e la congruità del giudizio». Proposto ricorso, l'Amministrazione appellante ha invece citato una serie di pronunce del Consiglio di Stato che ritengono «assolto l'obbligo di motivazione del provvedimento di esclusione attraverso il voto numerico».

L'ordinanza
L'ordinanza, dopo aver richiamato alcune decisioni di segno diverso, ripercorre le diverse proroghe all'entrata in vigore della riforma dell'esame, prevista dalla legge 247/2012, per un totale di cinque anni (coprendo tutto il 2017, salvo ulteriori rinvii).
Benché la questione sia stata già affrontata e risolta nel senso che il rinvio deve ritenersi esteso anche alla disciplina del voto, prosegue il Consiglio, il tema del rapporto che corre fra l'articolo 49 (che dispone il primo rinvio) e l'articolo 46, comma 5 (sulle annotazioni) «merita un approfondimento». Infatti, argomenta il Collegio, è da chiedersi se «l'economicità e l'efficacia dell'azione amministrativa non includa anche l'esigenza di assicurare – attraverso un onere limitato che consista nell'annotare una frase che spieghi e giustifichi il perché di un voto positivo o negativo – una par condicio fra tutti gli aspiranti che partecipano all'esame di abilitazione che è nazionale ma articolato su base territoriale, potendosi immaginare che singole sottocommissioni incaricate delle valutazione delle prove si determinino sul punto in modo differente».

Inoltre, considerato che le modalità di svolgimento delle prove non prevedono differenze apprezzabili fra vecchia e nuova disciplina, non sarebbe giustificato il rinvio dell'entrata in vigore di una norma, quale l'articolo 46 comma 5, «che concorre a definire - in questo settore con un forte coinvolgimento sociale - uno dei tratti più apprezzati dell'azione amministrativa: comunicare ai soggetti con cui entra in rapporto le ragioni dei suoi provvedimenti, il perché delle sue decisioni».all'Adunanza Plenaria

© Riproduzione riservata