Norme & Tributi

Divorzio, così è cambiata l’applicazione della legge

L’evoluzione giuridica

Divorzio, così è cambiata l’applicazione della legge

Il sistema giuridico italiano prevede che, per poter chiedere il divorzio, occorre avere prima ottenuto la separazione, salvo casi specifici in cui è possibile ottenere direttamente il divorzio, a tal punto estremi da non rilevare per le situazioni normali (ad esempio la condanna di un coniuge per omicidio, oppure il cambio di sesso da parte di un coniuge). Se a ciò si aggiunge il fatto che, al tempo della sua promulgazione (1970), la legge prevedeva che prima di chiedere il divorzio dovevano trascorrere almeno cinque anni dalla pronuncia della separazione, si capisce che il nostro legislatore aveva concepito il divorzio come soluzione estrema della crisi coniugale e la separazione come strumento riparatore, destinato a risolvere in via di urgenza le situazioni in cui i coniugi non erano più in grado di convivere e, al contempo, a dare loro il tempo necessario per una riappacificazione in vista della ricostituzione della comunione spirituale e materiale di coppia che costituisce il fondamento del matrimonio.

Ciò si evince chiaramente sia dalle norme del codice civile sulla separazione che da quelle del codice di procedura civile sul procedimento da intraprendere per ottenere la separazione. Le prime, infatti, prevedono che per ottenere la separazione sia necessario dimostrare che si sono verificati «fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole» (solo in caso di separazione consensuale è sufficiente il mero consenso dei coniugi), mentre le seconde prevedono che il giudice, alla prima udienza del procedimento di separazione senta «i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente tentandone la conciliazione». E a tal punto il legislatore ha dato importanza a questo tentativo di conciliazione che la prima udienza è di competenza del presidente del tribunale competente.

Ovviamente questa impostazione, pur in un mondo come quello degli anni Settanta del secolo scorso, di grande trasformazione socio-culturale, ha costituito una soluzione di compromesso tra la concezione tradizionale, che vedeva il matrimonio come vincolo indissolubile, e quella cosiddetta progressista, che invece riteneva che tale concezione andasse superata.

L'applicazione pratica della legge è poi stata di segno diverso da quello descritto, in quanto sin da subito è apparso evidente quanto fosse velleitaria l'idea che dei giudici potessero riconciliare due coniugi che si stavano separando, così come è apparso evidente che per ottenere la pronuncia della separazione bastasse chiederla, senza bisogno di provare la intollerabilità della convivenza, non avendo alcun senso costringere a stare insieme due persone di cui almeno una non lo vuole più.

Quanto poi alla funzione riconciliativa della separazione, in forza della quale è stata negata la possibilità di accedere direttamente al divorzio, i dati hanno dimostrato che i casi in cui i coniugi si sono riconciliati sono più unici che rari, il che ha finito per rendere la separazione quale mero passaggio burocratico necessario per ottenere il divorzio, con l'aggravante che, nel divorzio, vengono riaffrontati tutti i temi già discussi e disciplinati nel procedimento di separazione. Il che costituisce non solo una duplicazione di costi, ma anche una duplicazione dei patimenti che un simile percorso di vita costituisce per le persone coinvolte. Il cosiddetto divorzio breve, introdotto due anni fa, accorciando i termini necessari per poter ottenere il divorzio (sei mesi in caso di separazione consensuale, un anno in caso di separazione giudiziale, a decorrere dalla prima udienza, purché la separazione sia definita) altro non ha fatto che acuire l'anacronismo del sistema. Pare infatti ormai senza senso costringere chi vuole il divorzio ad affrontare due giudizi e sarebbe caso mai più logico prevedere un tempo di riflessione di qualche mese tra il deposito della domanda e la pronuncia del divorzio, come avviene in altri Paesi.

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