Norme & Tributi

Processo tributario senza tutte le parti, stop alla sentenza

LA CASSAZIONE SUL RiCORSO DEI SOCI

Processo tributario senza tutte le parti, stop alla sentenza

La sentenza che decide sul ricorso proposto da uno dei soci o dalla società - trattandosi comunque di una situazione giuridica unitaria - comporta inscindibilmente la partecipazione nel processo di tutte le parti, pena la nullità della sentenza e dell’intero processo. E tale circostanza è rilevabile d’ufficio anche in sede di giudizio di legittimità. La precisazione arriva dalla Corte di Cassazione con le sentenze 14418 e 14419 depositate venerdì 9 giugno.

Il contenzioso
La vicenda scaturisce dal contenzioso instaurato da due soci di una società di persone e l’amministrazione finanziaria. La Commissione tributaria regionale confermava la decisione di primo grado con cui i giudici avevano convalidato l’attribuzione, per le rispettive quote di partecipazione, del maggior reddito rideterminato in capo alla società.

Con il ricorso in Cassazione i soci denunciavano l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione oltre alla nullità della sentenza per l’assenza dei motivi posti a base della decisione; inoltre, veniva censurato il processo notificatorio in quanto gli avvisi di accertamento erano stati notificati alla società ed ai singoli soci anziché alla sola società e al legale rappresentante.
Indipendentemente dai motivi di ricorso la Cassazione ha ritenuto la nullità insanabile dell’intero processo per la violazione del contraddittorio.

La riunione dei processi
La Corte innanzitutto ricorda che nel processo di cassazione, in presenza di cause decise separatamente nel merito e relative, rispettivamente, alla rettifica del reddito di una società di persone ed alla conseguente imputazione dei relativi redditi a ciascun socio, non va dichiarata la nullità della decisione per l’assenza di tutti i soggetti coinvolti (società e soci), ma va disposta la riunione dei processi.

Ma tale regola è applicabile a patto che dalla situazione processuale emerga l’identità oggettiva delle questioni fatte valere in giudizio con la domanda proposta e la contemporanea proposizione dei ricorsi avverso l’unicità dell’avviso di accertamento da cui scaturisce la rettifica del reddito societario e di quello dei singoli soci partecipanti. Inoltre, occorre che i processi siano trattatati dai medesimi giudici di merito e le cui decisioni devono sostanzialmente equipararsi.

Questo al fine di evitare la disomogeneità dei giudicati, con evidente dispendio di risorse e di salvaguardare il principio del contraddittorio e della ragionevole durata del processo.

L’impossibilità di «unificazione»

Quindi, nel caso di specie la Cassazione, non risultando la separata proposizione del ricorso da parte della società, ma solamente quelli proposti individualmente dai singoli soci collettivamente, ha tratto la conseguenza dell’impossibilità di riunire le controversie.

Pertanto, per il principio dell’unitarietà dell’accertamento, da cui discende l’evidente rapporto di reciproca implicazione tra l’accertamento notificato alla società e ai singoli soci, ne consegue che il processo celebrato senza la partecipazione di tutte le parti inscindibilmente coinvolte nel rapporto tributario comporta la nullità della sentenza e dell’intero procedimento.

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