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Imu, un anno per correggere gli errori e pagare il giusto

Tributi locali

Imu, un anno per correggere gli errori e pagare il giusto

L'ultima chance per fare il ravvedimento operoso per l'Imu o la Tasi è il 30 giugno dell'anno successivo a quello dell'omesso o insufficiente versamento e ciò vale anche per il saldo Imu e Tasi che scade il 16 dicembre. Ad esempio, per ravvedere l'omesso pagamento del saldo 2016, scaduto il 16 dicembre 2016, si potrà versare l'imposta, le sanzioni ridotte al 3,75% (30% / 8) e gli interessi legali entro il prossimo 30 giugno 2017 e non “entro un anno dall'omissione o dall'errore”, cioè entro il 16 dicembre 2017.

Non deve trarre in inganno, infatti, l'articolo 13, comma 1, lettera b, D.Lgs. n. 472/1997, che concede la riduzione della sanzione ad un ottavo, se la regolarizzazione avviene alternativamente “entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore”. Se si prendesse a riferimento quest'ultimo termine, infatti, il ravvedimento per il saldo Imu e Tasi scadrebbe entro il 16 dicembre dell'anno successivo, ma le dichiarazioni Imu e Tasi non possono essere considerate “periodiche”, in quanto non sussiste alcun obbligo normativo alla sua ripresentazione, nel caso in cui gli elementi che incidono sull'ammontare dell'imposta dovuta non abbiano subito modifiche. Le due dichiarazioni, infatti, hanno effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta (articolo 13, comma 12-ter, decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201). Quindi, non sono dichiarazioni periodiche, ma “episodiche” (Nota Ifel del 19 gennaio 2015).

Il ravvedimento operoso per la Iuc
L'istituto del ravvedimento operoso, previsto dall'articolo 13, decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, è stato esteso alla Iuc (Imu, Tasi e Tari) dall'articolo 1, comma 695, Legge 27 dicembre 2013, n. 147. Per i tributi locali, però, questo istituto è possibile solo entro il 30 giugno dell'anno successivo alla violazione.
Per sanare la posizione con il ravvedimento operoso, oltre all'Imu e/o alla Tasi dovute e alla sanzione ridotta, vanno pagati anche gli interessi pari allo 0,1% annuo, “da calcolare sull'imposta, rapportati agli effettivi giorni di ritardo” (fino al 31 dicembre 2016 erano dello 0,2%, fino al 31 dicembre 2015 erano dello 0,5% e fino al 31 dicembre 2014 erano dell'1%).

E' necessario che la violazione non sia stata già constatata o che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, come ad esempio, l'invito da parte del Comune a esibire o trasmettere atti e documenti ovvero a compilare questionari. Per i tributi non amministrati dall'agenzia delle Entrate (quindi, per l'Imu, la Tasi e la Tari), non è applicabile la disapplicazione di questa “preclusione” al ravvedimento operoso, in vigore invece per i tributi nazionali dal 2015. Solo per i tributi amministrati dalle Entrate il ravvedimento operoso può essere effettuato anche durante una verifica fiscale e comunque prima della notifica di un avviso di “liquidazione” o di “accertamento” ovvero di un “avviso bonario”, cioè quello contenente gli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni o del controllo formale delle stesse (articolo 36-ter, dpr n. 600/1973; circolare 19 febbraio 2015, n. 6/E, che precisa che in questi casi il ravvedimento può essere fatto, comunque, per sanare altre violazioni che non sono state contestate con tale procedura).

Per l'Imu e la Tasi, invece, in caso di verifica da parte del Comune, la sanzione è sempre del 30% (1% giornaliero per i primi 15 giorni e 15% annuale fino a 90 giorni), senza la possibilità di applicare gli sconti del ravvedimento operoso.

Per l'omesso o insufficiente pagamento della prima rata 2017 dell'Imu e della Tasi, scadenze il 16 giugno 2017, la sanatoria, tramite ravvedimento operoso, dal 17 giugno 2017 al 30 giugno 2017 consente la riduzione ad un decimo della nuova sanzione ordinaria dell'1% al giorno (ravvedimento sprint). Per ogni giorno di ritardo, quindi, si paga lo 0,1% (1% /10). Dal primo luglio 2017 al 16 luglio 2017, invece, il ravvedimento prevede una sanzione dell'1,5% (15% / 10) e dal 17 luglio al 14 settembre 2017 (90° giorno dall'omissione o dal ritardo del pagamento) è dell'1,67% (15% / 9). Infine, si applica il 3,75% (30% / 8), se il pagamento avviene dal 15 settembre 2017 fino al “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione”, quindi, entro il 2 luglio 2017 (il 30 giugno 2018 è un sabato) (articolo 13, comma 1, lettera b, D.Lgs. n. 472/1997).

Per l'Imu e la Tasi (come per la Tari), pertanto, non è possibile avvalersi del ravvedimento operoso dopo il “termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione”. Nell'esercizio della sua potestà regolamentare il Comune può stabilire, comunque, altre ipotesi di ravvedimento operoso (articolo 50, Legge 27 dicembre 1997, n. 449).

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