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Partecipate, da oggi si cambia. È uscito in Gazzetta Ufficiale il…

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Partecipate, da oggi si cambia. È uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto

Da oggi parte ufficialmente il piano di riorganizzazione delle società partecipate il cui decreto corretto – il Dlgs 100/2017 che corregge il Testo unico sulle partecipate, decreto 165/2016 - è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Da oggi quindi le amministrazioni pubbliche possono comunicare al ministero del Tesoro, sul portale dotato di nuove funzionalità ad hoc, l'esito della revisione straordinaria delle proprie partecipazioni, ovvero il piano di razionalizzazione o valorizzazione che intendono mettere in campo. Nel piano di razionalizzazione ogni Pa deve individuare le società “fuori-regola” da dismettere o liquidare entro i 12 mesi successivi; le amministrazioni sono obbligate ad adottare i provvedimenti motivati di ricognizione entro il del 30 settembre 2017.

Per l'invio della comunicazione, obbligatoria anche per chi non detiene partecipazioni, c'è tempo fino al 31 ottobre.

Le istruzioni per la revisione straordinaria verranno pubblicate sul sito Internet del Dipartimento (www.dt.mef.gov.it). Per la gestione della attività di monitoraggio e revisione delle partecipazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche è stata istituita una struttura dedicata, nell'ambito della Direzione VIII del Dipartimento del Tesoro competente per la valorizzazione degli asset pubblici.
Il Mef, in una nota di questi giorni ricorda che l'operazione «si inserisce nel quadro più ampio della revisione della spesa» ed è volta a razionalizzare e valorizzare le partecipazioni pubbliche che rappresentano una delle componenti dell'attivo delle amministrazioni pubbliche insieme, tra l'altro, agli immobili e alle concessioni».

Le modifiche al testo unico del 2016 sono state necessarie dopo la sentenza della Consulta sulla riforma Madia che ha imposto la ricerca di un accordo con Regioni ed enti locali. Intesa che ha portato a diverse modifiche: il rinvio al 30 settembre dei piani per i tagli e gli eventuali esuberi; l'abbassamento della soglia di fatturato sotto cui chiudere (da un milione a 500 mila euro, anche se solo per la fase ponte 2017-2019).

Il primo appuntamento da rispettare è quello di fine luglio data entro la quale gli statuti delle società dovranno , essere adeguati alle nuove regole.

Tra le novità ricordiamo che le partecipate non potranno più corrispondere gettoni di presenza o premi di risultato deliberati dopo lo svolgimento dell'attività o erogare trattamenti di fine mandato; il Cda – che potrà avere al massimo 5 membri - non potrà affidare deleghe di gestione a un solo amministratore, a meno che si tratti del presidente; eliminata poi la carica del vicepresidente e introdotti scaglioni di stipendio con un tetto massimo di 240mila euro.

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