Norme & Tributi

Sì della Camera alla «Legge Umbria Jazz»: festival verso un…

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Sì della Camera alla «Legge Umbria Jazz»: festival verso un contributo annuo da un milione

Umbria Jazz potrebbe a breve entrare nell'esclusivo club dei festival di interesse nazionale. La denominazione, nel caso di una kermesse che giunge quest'anno alla sua 44esima edizione estiva, dovrebbe suonare come una questione di forma, ma a conoscere la normativa di riferimento la sostanza c'è eccome: questo particolarissimo marchio porta infatti con sé una dote annua da 1 milione che andrebbe a sommarsi ai circa 300mila euro di contributi che già arrivano dal Fus.

Andiamo con ordine. Nella giornata di ieri la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di Legge «Modifiche alla Legge 20 dicembre 2012 n. 238», ossia il provvedimento che istituiva i festival di interesse nazionale, quelli meritevoli dei contributi speciali del ministero dei Beni culturali. Il testo la prossima settimana approderà in Senato per la definitiva ratifica e, se non ci saranno modifiche, diventerà a tutti gli effetti norma di legge. Con tutte le positive conseguenze del caso sul budget di una manifestazione che, per quest'anno, oscilla sui 2,6 milioni all'interno dei quali il costo degli artisti si attesta attorno al milione.

Umbria Jazz che aprirà i battenti a Perugia venerdì prossimo con il concerto dei Kraftwerk è organizzato dall'omonima Fondazione partecipata dalla Regione Umbria, dai comuni di Perugia e Orvieto nonché dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Ci sono stati anni in cui il budget del festival si aggirava intorno ai 3 milioni, un terzo coperto dai contributi pubblici, un terzo dagli sponsor e il rimanente terzo dagli incassi. La crisi degli ultimi anni ha assottigliato in particolare la voce sponsor ma la «Legge Umbria Jazz», in caso di approvazione definitiva, potrebbe aumentare la «potenza di fuoco» della kermesse, con un'offerta ancora più ricca.

Per Stefano Mazzoni, vicepresidente della Fondazione, l'approvazione dalla Camera «è solo il primo passo, ma di grande significato: finalmente il nostro festival, e con esso il jazz italiano, viene riconosciuto, con convinzione e concretamente, come parte del patrimonio culturale di questo Paese». L'attestato formale di «una storia e di una idea forte, diventata realtà grazie al lavoro quotidiano di tanti nei 44 anni di vita del festival. Oggi tutti devono esserne fieri. Questo primo positivo passaggio parlamentare è anche una responsabilità che spinge a fare ancora meglio».

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