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La nuova Via riporta i progetti energetici allo Stato

Ambiente

La nuova Via riporta i progetti energetici allo Stato

(Marka)
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È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 6 luglio il Dlgs 104/20127 sul “restyling” della Via (Valutazione d'impatto ambientale) che sarà vigente da venerdì 21 luglio. La rivisitazione, realizzata soprattutto con la tecnica della novella, incide profondamente sul Titolo III della Parte II del “Codice ambientale”. L'Italia recepisce così la direttiva 2014/52/Ue e rivede profondamente gli istituti della verifica di assoggettabilità a Via e della Via soprattutto con l'obiettivo di semplificarle, contraendo tempi decisamente dilatati: da circa 300 giorni a 6 anni per la valutazione e da 2 mesi a 2,6 anni per la verifica di assoggettabilità. Troppi, mentre il valore complessivo degli investimenti in opere statali soggette a Via e pendenti ammonta a circa 21 miliardi di euro.

Attraverso una nuova procedura unificata, il passaggio alla competenza statale dei progetti energetici e regole tutte nuove che incidono anche sul ruolo delle regioni, tutto dovrebbe tornare nel solco della normalità e la Via statale mira a essere conclusa entro 390 giorni: 60 per presentare la domanda; 210 per pareri e consultazioni del pubblico; 120 per valutare il tutto ed emettere il provvedimento. I termini sono considerati perentori ai sensi della legge 241/1990 e la mancata osservanza determina la responsabilità disciplinare dei dirigenti degli uffici preposti.

Tra gli elementi maggiormente significativi della riforma, meritano evidenza i seguenti:

• per la verifica di assoggettabilità a Via, per il proponente è stato eliminato l'obbligo di presentare gli elaborati progettuali (progetto preliminare o studio di fattibilità). Quindi, per il cosiddetto “screening” il proponente dovrà presentare esclusivamente lo studio preliminare ambientale, secondo quanto previsto dalla normativa europea;

• per i procedimenti di Via, il proponente può presentare elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del “progetto di fattibilità” (come definito dall'articolo 23, comma 6, Dlgs 50/2016) o comunque con un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali;

• in qualsiasi momento, al fine di condividere la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali necessari allo svolgimento della procedura, il proponente può aprire una fase di confronto con l'autorità competente;

• per le modifiche o le estensioni dei progetti elencati negli allegati II, II-bis, III e IV, il proponente può richiedere all'autorità competente una valutazione preliminare del progetto per individuare entro 30 giorni l'eventuale procedura da avviare (“pre screening”);

• introduzione di regole omogenee per il procedimento di Via su tutto il territorio nazionale e conseguente rimodulazione delle competenze normative delle Regioni, alle quali viene attribuito esclusivamente il potere di disciplinare l'organizzazione e le modalità di esercizio delle proprie funzioni amministrative, con la facoltà di delegarle agli enti territoriali sub regionali e di prevedere forme e modalità ulteriori di semplificazione e coordinamento

• abrogazione del Dpcm 27 dicembre 1988, recante le norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale (Sia) e sua sostituzione con il nuovo Allegato VII alla parte seconda, Dlgs 152/2006 (allegato IV della direttiva) per eliminare qualunque fenomeno di gold plating;

• riorganizzazione delle modalità di funzionamento della Commissione Via per migliorarne le prestazioni e per assicurare l'integrale copertura dei relativi costi di funzionamento a valere esclusivamente sui proventi tariffari versati dai proponenti. La Commissione è supportata da un Comitato tecnico per l'accelerazione e l'efficientamento delle istruttorie;

• razionalizzazione del riparto delle competenze amministrative tra Stato e Regioni, con 
attrazione al livello statale della Via per i progetti relativi a infrastrutture e impianti energetici, in ragione della loro rilevanza per l'economia nazionale. A parte poche eccezioni previste per i progetti di interesse esclusivamente locale;

• completa digitalizzazione delle informazioni sui progetti ed eliminazione integrale degli obblighi di pubblicazione su organi di stampa;

Circa i pareri delle altre amministrazioni, è previsto che ove tali pareri non siano resi nei termini previsti, esprimano valutazioni negative o elementi di dissenso, l'autorità competente procede comunque alla valutazione. Fa il suo ingresso la “valutazione di impatto sanitario”. Il Dpcm 27 dicembre 1988, recante le norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale è abrogato e sostituito dal nuovo Allegato VII alla parte seconda Dlgs 152/2006.

Non basta: sotto il profilo procedurale, la nuova disciplina presenta due punti qualificanti:

1) la disciplina puntuale delle fasi del procedimento di Via, che diventano così elementi vincolanti in sede di recepimento per gli Stati membri; quindi, le regioni potranno solo disciplinare l'organizzazione e le modalità di esercizio delle proprie funzioni amministrative, con la facoltà di delegarle agli enti territoriali sub-regionali.

2) il rapporto tra la Via e le autorizzazioni aventi ad oggetto la realizzazione e l'esercizio del progetto; si chiarisce finalmente che la Via è una procedura il cui esito finale va posto espressamente alla base delle successive autorizzazioni.
Sul punto, tutti i procedimenti paralleli (Vas, Via, verifica di assoggettabilità a Via, valutazione di incidenza e Aia) confluiscono in un procedimento unico e la disciplina è rimessa alla radicale riforma dell'articolo 16. In caso di progetti per i quali è prevista la procedura di verifica di assoggettabilità a Via, l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) può essere rilasciata solo dopo che, all'esito di tali procedure di verifica, l'autorità competente abbia valutato di non assoggettare i progetti a Via. La verifica di assoggettabilità a Via è condotta nell'ambito della procedura di Vas in base a quanto previsto dal nuovo articolo 19. Cambiamenti importanti e necessari ai quali corrisponde una riorganizzazione del funzionamento della Commissione Via, la quale sarà coadiuvata da un Comitato tecnico.

Il nuovo sistema si applica ai procedimenti avviati dal 16 maggio 2017. Il proponente può richiedere, entro il 19 agosto, all'autorità competente l'applicazione della nuova disciplina anche ai procedimenti avviati prima del 16 maggio 2017.

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