Norme & Tributi

Tre uomini e una tassa: l’Irap

gli artisti e il fisco

Tre uomini e una tassa: l’Irap

Con l’Irap non si scherza. Nemmeno se il contribuente è Cataldo Baglio, meglio noto come Aldo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Riconoscendo il requisito dell’autonoma organizzazione, la Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Milano ha respinto un suo ricorso per il rimborso di oltre 100mila euro di Irap, con la sentenza 4693/3/2017 (presidente Fugacci, relatore Chiametti), depositata lo scorso 10 luglio.

Le somme in gioco riguardano le annualità 2011-2013, ed erano state chieste in restituzione dal popolare attore comico, che poi ha impugnato il diniego di rimborso opposto dall’ufficio.

Secondo quanto si legge nella sentenza, i difensori di Aldo hanno sottolineato l’assenza di dipendenti o collaboratori stabili, oltre al fatto che la sua attività avesse come sede l’abitazione e che l’unico bene strumentale posseduto fosse l’auto. Tutti elementi che portano a escludere la presenza dell’autonoma organizzazione, il presupposto impositivo dell’Irap.

Il punto su cui i giudici hanno fondato la propria decisione è però un altro, evidenziato dalle Entrate, e cioè la partecipazione dell’attore in due società: la prima svolgerebbe un’attività analoga alla sua e la seconda opererebbe come agente. Secondo la Ctp, «non può ragionevolmente ritenersi che l’odierno ricorrente non fosse agevolato dalla struttura delle società in questione». Ci sarebbe, in pratica, «una struttura terza che, con la propria funzione strumentale, supporta e potenzia l’attività dell’attore, pianificandone e organizzandone tutti gli aspetti economici».

Il contenzioso sull’autonoma organizzazione da parte dei professionisti e degli artisti fa discutere da anni Fisco e contribuenti nelle commissioni tributarie e in Cassazione. In particolare, quando un artista dispone di un agente e stipula contratti con una società organizzatrice di spettacoli, secondo la Suprema corte il giudice di merito «deve estendere l’accertamento alla natura, ossia alla struttura e alla funzione dei due rapporti giuridici» (sentenze 961/2015 e 7828/2010).

Secondo quanto riporta la sentenza della Ctp, Aldo è uscito vittorioso in secondo grado da un altro contenzioso con il Fisco per il rimborso dell’Irap relativa agli anni 2007-2010. Un processo nell’ambito del quale è stata definita «irrilevante ai fini dell’autonoma organizzazione» la partecipazione in una delle due società finite ora nel mirino delle Entrate.

In questa sentenza di primo grado, invece, i giudici sono stati di diverso avviso, ritenendo – in sintesi – che gli aspetti organizzativi non siano assenti, ma siano stati demandati alla società. Per avere il rimborso dell’Irap, è il ragionamento, i difensori dovrebbero dimostrare che i proventi ottenuti da Aldo sono solo il frutto della sua attività, senza “potenziamento” da parte di un agente che cura «l’intero aspetto economico, pianificando l’attività dell’artista in toto».

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