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Per l’avvocato generale Ue la prescrizione si interrompe a ogni atto del…

Corte di giustizia UE

Per l’avvocato generale Ue la prescrizione si interrompe a ogni atto del processo

  • – dalla Redazione

Se può rientrare nell'alveo del principio di legalità prevedere, a partire dal giorno del commesso reato, un termine oltre il quale il procedimento penale non può più essere iniziato, per contro è assolutamente indispensabile che il procedimento penale, una volta avviato, possa compiersi sino in fondo. L'unico limite temporale massimo ammissibile deve quindi coincidere con la ragionevole durata del processo ed essere pertanto valutato tenendo conto, tra l'altro, della complessità oggettiva della specifica vicenda. Diversamente ragionando, si giustificherebbe un sistema penale in cui, di fatto, i reati più gravi sono destinati a rimanere impuniti e i diritti lesi da tali reati a restare privi di tutela. Questo il principio affermato dall'Avvocato generale Yves Bot (Francia) nelle sue conclusioni, depositate oggi, nella causa C-42/17, M.A.S. e M.B..

L'antefatto della causa pregiudiziale in questione è la nota sentenza Taricco (Corte di giustizia dell'Unione europea, Grande Sezione, sentenza 8 settembre 2015, nella causa C-105/14, Taricco e altri), in base alla quale, per le frodi IVA più gravi, la prescrizione è contraria al diritto dell'Unione.
All'indomani della sentenza Taricco, alcuni giudici italiani sono giunti a condannare l'imputato di frode IVA nonostante una prescrizione già maturata, della quale essi non hanno tenuto conto proprio in forza delle indicazioni della Corte di giustizia.
Nelle presenti vicende, invece, la Corte di cassazione e la Corte d'appello di Milano, investite rispettivamente di distinti procedimenti penali per frodi IVA, hanno sollevato davanti alla Corte Costituzionale alcuni dubbi di costituzionalità sui principii dettati dalla sentenza Taricco. In sostanza, entrambe le Corti hanno formulato riserve circa la compatibilità della soluzione fornita dalla Corte di giustizia nel 2015 con il principio di legalità in materia penale sancito dalla nostra Costituzione, visto che, da un lato, la disapplicazione della prescrizione anche per le condotte anteriori alla sentenza Taricco comporterebbe un trattamento retroattivo più grave per il reo e, che, dall'altro lato, la stessa sentenza Taricco non avrebbe chiarito quando le frodi dovrebbero ritenersi “gravi”, tali, cioè, da giustificare la disapplicazione del termine massimo di prescrizione.
La Corte Costituzionale, a sua volta, ha sollevato tali dubbi davanti alla Corte di giustizia, chiedendo una pronuncia pregiudiziale destinata a toccare i “massimi sistemi” del diritto.
Da qui le conclusioni dell’avvocato generale: la sentenza Taricco della Corte di giustizia UE ha rilevato, appunto, l'esistenza di tale rischio sistemico d'impunità. Peraltro, anche la Corte europea dei diritti dell'Uomo, nelle sentenze Alikaj e altri c. Italia nonché Cestaro c. Italia, ha mosso critiche all'Italia per il meccanismo della prescrizione adottato nel codice penale, che può comportare effetti contrari alle esigenze di protezione dei diritti fondamentali, lasciando delle gravi violazioni impunite.
Secondo l'Avvocato generale, preso atto dell'esigenza essenziale di assicurare la punizione dei reati più gravi, il principio di legalità può dirsi adeguatamente salvaguardato se chi commette un reato è posto nella condizione di sapere: I) quale reato commette, II) a che pena rischia di andare incontro nonché, III) eventualmente (cioè nel caso in cui, come per l'Italia, la prescrizione sia ritenuta “coperta” dal principio di legalità), che, entro un certo termine di prescrizione e non oltre, un procedimento penale potrà essere iniziato a suo carico.
L'Avvocato generale ritiene invece che, quando, entro il termine suddetto, il procedimento penale viene iniziato, il reo non deve più poter contare sulla prescrizione iniziale, che si è ormai interrotta. A questo punto, deve prevalere sul diritto interno (nella specie, sul diritto italiano) un concetto uniforme di interruzione della prescrizione, secondo cui ogni atto d'imputazione o ogni atto che ne costituisce la prosecuzione interrompe il termine prescrizionale, cancellandolo e sostituendolo con un nuovo termine di durata identica, calcolato a partire dal compimento dell'atto interruttivo.

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