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Premi di produttività «aiutati» dallo sconto sui contributi

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welfare aziendale

Premi di produttività «aiutati» dallo sconto sui contributi

Sconto contributivo di 230 euro circa per ciascun dipendente che percepisce premi di produttività pari o superiori a 800 euro e può beneficiare delle modifiche contenute nella manovra correttiva (Dl 50/2017). Più precisamente: 160 euro in meno per il datore di lavoro e 73,52 euro per il dipendente (con contribuzione a suo carico pari al 9,19%). Questa la traduzione in numeri della principale novità contenuta nel decreto 50/2017 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro e che corrispondono premi agevolati di cui al comma 182, legge di stabilità 2016, in base agli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;

oppure erogano somme derivanti dalla partecipazione agli utili dell’impresa, come previsto dallo stesso comma. Inoltre, il beneficio si cumula con la detassazione degli emolumenti premiali stessi, cui si può applicare l’imposta sostitutiva del 10% entro il limite massimo di 3.000 euro annui; non è invece più possibile beneficiare della soglia di 4.000 euro, precedentemente introdotta dalla legge di bilancio 2017 con decorrenza 1° gennaio 2017, ma soppressa dalla manovra correttiva, salvo i casi previsti dalla norma transitoria di cui al comma 2, articolo 55, Dl 50/2017 (si veda articolo accanto).

I benefici per le aziende

Per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro è ridotta del 20% l’aliquota contributiva Ivs a carico del datore di lavoro su una quota di premio di produttività (e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili), non superiore a 800 euro. Sulla medesima quota, inoltre, non è dovuta alcuna contribuzione a carico del lavoratore.

Per il datore di lavoro si tratta di una decontribuzione parziale; la riduzione del 20% riguarda la sola aliquota contributiva relativa all’invalidità, alla vecchiaia e ai superstiti, peraltro da applicare su un tetto massimo di premio di 800 euro. Per il dipendente, invece, la contribuzione a suo carico va calcolata sulla sola parte di premio eccedente agli 800 euro, se viene superata questa cifra. In caso contrario (importo uguale o inferiore a 800 euro), non è dovuta alcuna contribuzione lato lavoratore. La previsione della decontribuzione contenuta nell’articolo 55 del citato decreto, va ad innestarsi direttamente nella normativa di favore relativa ai premi di risultato e contenuta nella legge di stabilità 2016, all’articolo 1, commi 182-189 (in particolare, viene sostituito il comma 189). Pertanto, le somme premiali in oggetto sono quelle corrisposte in esecuzione dei contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dei contratti collettivi aziendali stipulati dalle Rsa o dalle Rsu. Sul piano soggettivo, riguarda i lavoratori nel settore privato che nell’anno precedente a quello di percezione del premio abbiano avuto redditi di lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.

Produttività da verificare

Inoltre, è necessario che gli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione siano misurabili e verificabili secondo le modalità di cui al decreto del 25 marzo 2016 del ministero del Lavoro. Devono perciò essere

identificati i criteri obiettivi di misurazione e verifica di uno o più degli indicatori, tra quelli suggeriti nell’allegato al decreto 25 marzo 2016 (fatturato in rapporto al numero di dipendenti, indici di soddisfazione del cliente, eccetera) o, creati appositamente dalle parti negoziali, essendo comunque prevista una categoria residuale “altro”.

Per quanto attiene il rispetto della condizione del coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro è richiesto che l’azienda realizzi schemi organizzativi della produzione e del lavoro orientati ad accrescere la motivazione del personale e a coinvolgerlo in modo attivo, in modo tale che «i lavoratori intervengano, operino ed esprimano opinioni che, in quello specifico contesto, siano considerate di pari livello, importanza e dignità di quelle espresse dai responsabili aziendali» per migliorare le prestazioni produttive e la qualità del prodotto e del lavoro. A titolo esemplificativo, possono essere istituiti gruppi di lavoro finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione. Non rientrano nella fattispecie, invece, i comitati semplicemente consultivi, di addestramento o formazione. Rimane comunque ferma la possibilità prevista dalla normativa generale di sostituire i premi in denaro con premi in benefit, e beneficiare così - nella maggior parte dei casi - sia della completa detassazione che della totale esclusione da contribuzione delle somme convertite.

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