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Lecita la Via a lavori ultimati

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Lecita la Via a lavori ultimati

  • – dalla Redazione

La Corte di Giustizia Ue (sentenza di oggi nelle cause riunite C-196/16 e C-197/16) ha stabilito che la Via deve essere effettuata prima della realizzazione dell'opera anche se una valutazione “ex post”, a impianti già ultimati, non è da escludersi a priori. Tuttavia ha rilevato che, circa le valutazioni, «non effettuarle anteriormente alla costruzione del manufatto costituisce un'omissione illegittima» e ha rilevato che l'obiettivo della valutazione dell'impatto ambientale consiste nell'evitare fin dall'inizio inquinamenti e altre perturbazioni dell'ambiente piuttosto che nel combatterne successivamente gli effetti.
La Corte ha risolto così un contenzioso amministrativo tra i Comuni di Corridonia e di Loro Piceno, da un lato, e la Provincia di Macerata, dall'altro. Quest'ultima nel 2012 ha autorizzato la costruzione di alcuni impianti a biogas nei Comuni di Corridonia e di Loro Piceno senza effettuare alcuna analisi ambientale, applicandola legge regionale della Regione Marche 20/2011 in base alla quale per gli impianti di produzione di energia elettrica con potenziale termico inferiore a 3 MW non era necessaria una previa valutazione d'impatto ambientale. I Comuni interessati hanno presentato ricorsi davanti al Tar Marche per ottenere l'annullamento dell'autorizzazione, evidenziando come la norma regionale applicata fosse contraria alla direttiva europea. Il Tar, accogliendo l'argomento dei Comuni, ha annullato il via libera. In seguito, la Corte Costituzionale ha pero' dichiarato l'incostituzionalità della norma regionale e, nel 2013, i proprietari degli impianti a biogas hanno chiesto alla Provincia di Macerata una valutazione di impatto ambientale “ex post”. La Provincia di Macerata, dopo avere effettuato i necessari controlli, ha accolto le richieste e autorizzato gli impianti gia' costruiti. Di qui un nuovo ricorso al Tar da parte dei Comuni di Corridonia e di Loro Piceno, che sostenevano che e' impossibile effettuare una valutazione d'impatto ambientale successivamente alla realizzazione dell'impianto: la questione pregiudiziale ai giudici europei è stata quindi posta dal Tar Marche.
La Corte, quindi, ha riconocosciuto la validità della Via “ex post”: sebbene il diritto dell'Unione non preveda espressamente delle conseguenze per questa illegittima omissione, afferma la Corte di Giustizia, deve tuttavia ritenersi che, in virtù del principio di leale cooperazione, gli Stati membri abbiano l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie ad eliminare le conseguenze illecite dell'omissione. Tra queste misure, vi puo' anche essere una valutazione “postuma”, concessa a titolo di regolarizzazione, purché la regolarizzazione in tempi successivi non sia un modo per eludere gli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione (e quindi non costituisca un abuso); la valutazione, a titolo di regolarizzazione di un'omissione illegittima, abbia come oggetto non solo l'impatto futuro di una certa installazione ma anche l'impatto ambientale gia' verificatosi per effetto della costruzione.

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