Norme & Tributi

Sanatoria cartelle, costi compensabili con crediti verso la Pa

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Sanatoria cartelle, costi compensabili con crediti verso la Pa

(Agf)
(Agf)

È un periodo ricco di sorprese per il Fisco italiano. L’ultima, insieme al nuovo round di proroghe, è arrivata ieri alla Camera, dove il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato la possibilità di compensare con i crediti vantati nei confronti della Pa anche le cartelle oggetto della rottamazione.

Questa chance sarà disciplinata dal decreto ministeriale chiamato ad attuare la norma della manovrina (articolo 9-quater del Dl 50/2017) che estende a quest’anno le compensazioni di debiti e crediti. La notizia, però, arriva due mesi abbondanti dopo il 21 aprile, data entro la quale andava presentata la richiesta di rottamazione, e a cinque giorni (tre feriali) dal pagamento della prima rata. Da qui anche l’ovvia richiesta di proroga avanzata da Giovanni Paglia, il deputato di Sinistra Italiana che con il suo question time ha “provocato” l’annuncio del ministro.

Il decreto «in fase di ultimazione» secondo le parole di Padoan chiude in realtà una querelle ritardataria fin dalla nascita, perché l’ampliamento della compensazione al 2017 (cioè alle cartelle notificate entro il 31 dicembre dell’anno scorso) è approdato in Gazzetta Ufficiale solo il 23 giugno, con la legge di conversione della «manovrina» correttiva. A quel punto la finestra per chiedere la definizione agevolata era già chiusa, ma anche in vista del pagamento delle rate è nata la domanda sulla compensabilità dei debiti in via di rottamazione: la risposta iniziale dell’amministrazione finanziaria era stata negativa, mentre una prima indicazione in senso opposto è arrivata a metà luglio dalla Ctp Catania. Ora, però, è il ministro dell’Economia ad assicurare che la via sarà aperta, una volta firmato il decreto attuativo.

Difficile pensare che il nuovo provvedimento possa entrare in vigore, e soprattutto dispiegare i propri effetti pratici, prima di lunedì prossimo, quando va pagata la prima rata per non decadere dalla rottamazione. Il pagamento iniziale, quindi, andrà in ogni caso calcolato sul debito fiscale “pieno”, senza la compensazione con gli eventuali crediti. Ma i problemi ovviamente non finiscono qui, anzi.

Prima di tutto la novità, se non fosse stata postuma, avrebbe probabilmente cambiato le scelte di molti in fatto di rottamazione. La definizione agevolata è stata un successo, ma ha escluso i contribuenti che per problemi di liquidità non hanno potuto seguire il calendario ultrarapido (cinque rate) previsto dalla misura, e hanno quindi scelto di tenersi sulle spalle anche interessi e sanzioni per poter sfruttare i tempi più lunghi della dilazione ordinaria. La possibilità di compensare il debito avrebbe però cambiato anche il peso delle rate corte, aprendo quindi le porte anche a chi con le regole originarie se le è viste chiuse.

Per chi ha scelto comunque la rottamazione, la possibilità di compensare anche questi debiti si traduce invece in una buona notizia, che imporrà però a contribuenti e amministrazione finanziaria di ricalcolare le rate successive. Fino al caso, estremo ma possibile, in cui il debito compensato si riveli inferiore alla prima rata, mettendo il contribuente in condizione di ulteriore credito nei confronti dell’Erario.

Per capire come saranno regolati tutti questi casi bisognerà leggere il testo finale del decreto attuativo: in attesa della prossima sorpresa fiscale.

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