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Sì del Senato alla legge di delegazione europea

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attuazione normativa ue

Sì del Senato alla legge di delegazione europea

Via libera dell'Aula del Senato al Ddl di delegazione europea 2016-2017. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Il voto è arrivato a larga maggioranza, con 153 sì, 8 no e 56 astenuti. Approvata anche la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia alla Ue nel 2016.

Il Ddl di delegazione, all'articolo 1, delega il Governo a dare attuazione a 28 direttive europee contenute in un elenco ad hoc. L'articolo 2, a sua volta, contiene una delega biennale all'Esecutivo in materia di disciplina sanzionatoria di violazione di atti normativi Ue. Gli articoli successivi

prevedono principi e criteri direttivi per dare attuazione o adeguarsi a normative europee in diversi settori: marchi d'impresa, tutela brevettuale, distribuzione assicurativa, dispositivi di protezione individuale, apparecchi che bruciano carburanti gassosi, market abuse, benchmark in strumenti e contratti finanziari, trasparenza di operazioni di finanziamento tramite titoli (Stfs), trattamento e tutela dati personali, protezione del know-how e informazioni commerciali riservate. Con un emendamento del relatore è “saltato” l'articolo 13 sulla riduzione delle buste di plastica in materiale leggero.

In particolare, per quanto riguarda l'articolo 5 sulla distribuzione assicurativa, l'Aula ha confermato le modifiche introdotte in commissione Politiche Ue. Tra l'altro viene specificato il riparto di competenze tra Ivass e Consob in relazione alla distribuzione di prodotti assicurativi; si dispone che le norme delegate evitino duplicazioni di costi e di adempimenti per gli intermediari; si prevede che il documento informativo contenga anche informazioni dettagliate riguardo il livello di rischio del prodotto assicurativo; si allinea la disciplina su onorari, commissioni o altri benefici ai distributori alla Mifid II così come si coordinano le sanzioni con quelle introdotte in attuazione della Mifid II. Confermate anche le modifiche introdotte in Commissione all'articolo 8 che detta i principi per l'adeguamento al regolamento Ue sul market abuse del 2014.

Tra le novità all'articolo 8 si prevede di ridisciplinare gli obblighi di comunicazione delle operazioni effettuate su azioni dell'emittente quotato in capo agli azionisti rilevanti e di controllo, nel rispetto dei principi indicati dalle norme di divieto del cosiddetto “gold plating”; si punta poi a rivedere la disciplina in materia di ritardo della comunicazione al pubblico di informazioni privilegiate, prevedendo la trasmissione su richiesta Consob della documentazione che comprova il rispetto delle condizioni previste dal regolamento Ue. Altre novità riguardano le sanzioni e la confisca. Infine l'Aula ha confermato le modifiche all'articolo 10 che prevedono l'adozione di misure integrative e correttive del decreto legislativo che adegua l'ordinamento nazionale ad una serie di norme Ue in materia di regolamento titoli nell'Unione europea e di depositari centrali di titoli; di strumenti derivati Otc, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni; e di regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli. I criteri di delega riguardano gli aspetti sanzionatori e la disciplina fallimentare.

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