Norme & Tributi

Split payment, un tesoretto di 5 miliardi da inizio anno

i dati del mef

Split payment, un tesoretto di 5 miliardi da inizio anno

Lo split payment nei primi sei mesi dell’anno ha garantito all’Erario 5 miliardi di euro di Iva sugli scambi interni. Un dato comunque in flessione del 3,4% rispetto al primo semestre 2016(-175 milioni). Un dato destinato a crescere, almeno nelle intenzioni del Governo che, con la manovra correttiva di primavera, ha allargato la platea di applicazione del meccanismo di scissione dell’Iva a partire dal 1° luglio scorso anche ai fornitori delle società controllate dalla Pa centrale e locale, nonché le società quotate nell’indice Ftse Mib della Borsa Italiana.

È quanto emerge dal bollettino delle entrate tributarie da gennaio a giugno 2017, reso noto ieri dal Dipartimento delle Finanze, e da cui emerge che nel primo semestre 2017 le entrate hanno fatto registrare un + 0,8% (+1,7 miliardi). Percentuale che risente comunque della proroga dei versamenti dell’autoliquidazione (peraltro il nuovo Dpcm non è ancora arrivato in Gazzetta), dello spostamento a luglio dell’imposta sulle riserve matematiche rami vita delle assicurazioni, così come della cedolare secca sugli affitti, nonché della diversa decorrenza del canone Tv in bolletta (quest’anno partito da gennaio e nel 2016 solo dal mese di agosto). Al netto di queste variabili, per il Mef il risultato delle entrate del primo semestre sarebbe pari a un + 1,5 per cento.

A risentire della proroga dei termini (attualmente solo annunciata)sono stati soprattutto i versamenti in autoliquidazione dell’Ires con un calo del 5,1% e in particolare con 3,219 miliardi (-15,6%) a saldo e i restanti 6,9 miliardi pagati a titolo di acconto (+0,8%). Oltre al differimento dei versamenti, possibili fino al 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%, occorre ricordare che il gettito dell’autoliquidazione dell’imposta sulle società risente delle misure introdotte dal Governo per ridurre il carico fiscale sulle imprese, a partire dal taglio

dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24%, all’agevolazione per la capitalizzazione delle imprese, più nota come Aiuto alla crescita economica (Ace), fino alla deducibilità delle svalutazioni e delle perdite su crediti degli enti creditizi finanziari e imprese di assicurazione. Positiva, invece, l’autoliquidazione dell’Irpef che già a fine giugno, seppur in assenza dei saldi finali del 730 precompilato, ha garantito al Fisco oltre 4,6 miliardi, pari a più di un terzo dei versamenti rispetto al 2016 (+32,5% ).

Per tornare alle imposte indirette, l’Iva nel primo semestre del 2017 è cresciuta di oltre 2,4 miliardi (+4,6%) oltrepassando l’asticella dei 56 miliardi complessivi. Di questi 49,4 miliardi sugli scambi interni e i restanti 6,7 miliardi arrivano dalle importazioni.

In calo nel primo semestre sia le entrate dai giochi sia quelle legate ai tabacchi. Sul mercato del gaming l’Erario incassa sette miliardi perdendo solo 80 milioni (-1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre sul fumo l’incasso dell’Erario ammonta a più di 5,1 miliardi (-125 milioni ossia il 2,4% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2016).

Sul fronte delle entrate territoriali di Comuni e Regioni il periodo gennaio-giugno 2017 fa registrare un aumento di gettito dell’1,4% (+323 milioni). A crescere è soprattutto l’Irap dove i soggetti privati, nonostante il taglio del costo del lavoro pienamente operativo, hanno versato complessivamente quasi 4 miliardi (+16,6%).

Aumento che ha compensato le flessioni per governatori e sindaci delle addizionali regionali Irpef(4,7 miliardi incassato pari a 192 milioni in meno rispetto al 2016) e quelle comunali (1,6 miliardi pari a 94 milioni in meno). L’imposta municipale sugli immobili pagata prevalentamente in acconto a metà giugno è stabile (+0,4% rispetto allo scorso anno) garantendo ai sindaci 8,045 miliardi. Cala, infine, di 44 milioni il gettito Tasi che si attesta nel primo semestre a 571 milioni.

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