Norme & Tributi

Da settembre all’Inps tutte le visite fiscali, anche nel pubblico…

il «polo unico»

Da settembre all’Inps tutte le visite fiscali, anche nel pubblico impiego

Dal 1° settembre l’Inps effettuerà i controlli malattia per i dipendenti pubblici (ora soggetti alle verifiche delle Asl). Partirà quindi il Polo unico delle visite fiscali, anche se il quadro normativo non è ancora completato e in alcune aree territoriali i medici convenzionati sono insufficienti e in altre, invece, risultano sovrabbondanti.

L’avvio delle nuove procedure è stato ufficializzato dall’Inps oggi con la pubblicazione del messaggio 3265 contenente le istruzioni a cui si devono attenere le pubbliche amministrazioni. La novità riguarderà tutte le amministrazioni dello Stato, tra cui scuole, amministrazioni a ordinamento autonomo, Regioni, Province, Comuni e le Camere di commercio. Il controllo riguarderà anche il personale della carriera prefettizia, diplomatica, della magistratura, i docenti e ricercatori universitari nonché il personale dell’Agcom, delle autorità indipendenti, di Consob e Banca d’Italia.

Le amministrazioni dovranno fare richiesta all’istituto di previdenza tramite procedura telematica, specificando se, in caso di assenza del lavoratore presso il domicilio, dovrà essere effettuata anche una visita ambulatoriale. I verbali dei controlli saranno consultabili dalle amministrazioni online. Per l’ampliamento dell’ambito di operatività dell’Inps, che finora effettua visite fiscali solo per il settore privato, è stato messo a disposizione un budget di 17 milioni di euro per l’anno in corso. In caso di esaurimento di questo plafond, la richiesta di controllo presentata dalla pubblica amministrazione sarà bloccata e la stessa ne sarà informata.

In occasione dell’avvio del Polo unico, l’Inps ha aggiornato gli elenchi provinciali dei medici che collaborano con l’istituto per effettuare i controlli domiciliari, constatando una distribuzione disomogenea dei dottori, con la conseguenza che in alcuni territori risultano carenti di professionisti e altri in cui c’è sovrabbondanza. Poiché non è possibile trasferire i medici da una zona all’altra, le strutture territoriali dell’Inps potranno ovviare alle difficoltà conferendo incarichi temporanei.

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