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Come funziona la tassa a forfait che «affascina» i super-ricchi

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Come funziona la tassa a forfait che «affascina» i super-ricchi

Una tassa forfettaria per attrarre nuovi residenti big spender che, grazie alla legge di Stabilità 2017 possono da quest’anno trasferire in Italia la residenza pagando un’imposta fissa di 100mila euro all’anno sui redditi prodotti all’estero (a cui si aggiungono 25mila euro per ciascuno dei familiari). Così l’Italia prova a sedurre imprenditori e nuclei familiari ad alto potenziale di spesa, mettendosi in diretta concorrenza con paesi come Svizzera o Regno Unito.

Detta così sembra una cosa solo per super ricchi, ma secondo Giulia Cipollini, responsabile del dipartimento fiscale e pianificazione patrimoniale dello studio Withers, «anche chi ha un reddito di 500mila euro annuo può trovare vantaggiosa questa misura». Tutto dipende dal patrimonio e da dove viene generato, visto che la parte prodotta in Italia resta assoggettata alla tassazione ordinaria.

Per chi produce redditi all’estero, quindi, l’Italia diventa una destinazione invitante: trasferire la residenza qui permette di poter applicare la tassa forfettaria per quindici anni, o di revocarne l’opzione in qualsiasi momento. Rispetto a regimi simili applicati in altri Paesi, l’Italia può giocare alcuni “assi”: un clima più mite rispetto al Regno Unito; un territorio più vario rispetto alla Svizzera; un costo della vita più basso rispetto a Montecarlo; un sistema di collegamenti più comodo rispetto a quelli di Cipro e Malta.

«Questa misura - spiega Stefano Massarotto, dello studio Facchini Rossi e soci - genera una concorrenza fiscale leale tra Stati. In più, rispetto alle leggi in vigore in Svizzera e Regno Unito, quella italiana è migliore perché può essere applicata anche ai cittadini italiani». Non è, quindi, uno strumento per attrarre solo gli stranieri, ma anche per riportare “a casa” i connazionali andati a far fortuna all’estero. «I cittadini italiani possono sfruttare questa misura a patto che siano stati fiscalmente residenti all’estero per almeno nove periodi d’imposta negli ultimi dieci anni» spiega infatti Stefano Grilli, socio dello studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & partners.

L’interesse per la “tassa fissa” è già molto elevato e secondo i professionisti che seguono questi clienti è destinato a crescere ancora. «Attualmente abbiamo 24 casi - racconta Alessandro Belluzzo, equity partner dello studio Belluzzo & partners -, e altri ne arriveranno perché alcuni clienti sono in stand by in attesa delle elezioni politiche del 2018: stanno aspettando di capire cosa succederà, temono che la norma possa essere modificata. Sono soprattutto gli imprenditori a voler attendere, ed è un peccato perché il loro trasferimento in Italia creerebbe anche nuovi posti di lavoro».

Per aderire al regime di favore bisogna dimostrare al fisco di essere effettivamente residenti in Italia (comprando un immobile o affittandone uno) e presentare la dichiarazione dei redditi. Resta facoltativa la possibilità di presentare istanza di interpello all’agenzia delle Entrate.

La convenienza economica è alla base della scelta, ma in seguito scatta la fase 2: bisogna decidere in quale comune spostare la residenza. Qui entrano in gioco le società di servizi create ad hoc dagli studi legali e tributari per aiutare i clienti nel “trasloco”. Si cercano immobili di lusso che rispondano ai gusti dei ricchi neo-residenti; scuole private per i figli; personale da assumere in casa.

«Il 40% delle domande che abbiamo ricevuto finora proviene da cittadini di origine russa- spiega Claudio Quartana, senior manager tax di Ernst Young -, ma ci sono anche clienti che arrivano dal Sud America. In particolare, ci aspettiamo un incremento di istanze dal Venezuela, visti i problemi politici di quel Paese». I russi cercano case in Versilia, ma anche la zona dei laghi (di Garda o di Como) è molto richiesta dagli stranieri, come i cinesi. C’è, poi, chi sceglie la città: Firenze, Roma, ma soprattutto Milano. «La domanda tipica che riceviamo - racconta Quartana è: “Ma devo effettivamente venire a viverci in Italia?”. Sono persone che per lavoro o per svago viaggiano molto. Per questo prendere la residenza in una città come Milano rende più facili gli spostamenti in aereo».

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