Norme & Tributi

Dal 22 agosto in vigore le nuove regole per rocce e terre di scavo

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Dal 22 agosto in vigore le nuove regole per rocce e terre di scavo

Dopo una lunga attesa, è definitivamente approdato sulla Gazzetta ufficiale il Dpr n. 120 del 13 giugno 2017 recante la nuova disciplina di riordino in tema di terre e rocce di scavo e attua l’articolo 8, Dl 133/2014 (legge 164/2014). Il decreto entrerà in vigore il 22 agosto. In estrema sintesi, la nuova norma dispone affinché terre e rocce anziché essere rifiuti siano sottoprodotti e prevede alcune importanti semplificazioni. Ad esempio, in tema di deposito intermedio i siti di destino e di produzione devono avere la stessa destinazione d’uso urbanistica. Il deposito non può avere durata superiore alla durata del Piano di utilizzo. Diversamente, viene meno la qualifica di sottoprodotto e le terre e rocce diventano, inesorabilmente, rifiuti.

Per i grandi cantieri la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti, il proponente, decorsi 90 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo all’autorità competente, può avviare la gestione nel rispetto del Piano di utilizzo senza aspettare la previa approvazione del piano.

Per le modifiche sostanziali occorre trasmettere il piano di utilizzo modificato all’Autorità competente corredato di idonea documentazione per giustificare le modifiche introdotte. Entro 30 giorni dalla presentazione tale autorità può chiedere integrazioni. Solo per le quantità eccedenti scatterà l’obbligo di gestirle come rifiuti. Per i piccoli cantieri o per i cantieri di grandi dimensioni relativi ad opere non sottoposte a Via o Aia, invece, si prevede la possibilità di apportare modifiche sostanziali o di prorogare il piano di utilizzo mediante una semplice comunicazione. La durata del piano può essere prorogata per due anni previa comunicazione al Comune e all'Arpa competente.
Il Dm 161/2012 è abrogato e tutte le altre norme di riferimento in materia sono abrogate.

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