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Il Fisco dei rinvii, due proroghe al mese. Ecco come cambia il…

slalom dei contribuenti

Il Fisco dei rinvii, due proroghe al mese. Ecco come cambia il calendario delle scadenze fiscali

Una proroga non si nega a nessuno. Basta chiedere. Nel 2017 per ora - l’anno ancora non è finito - se ne contano 18. Presto saranno 19, quando la scadenza dello Spesometro 2.0 prevista per lunedì 18 settembre sarà prorogata presumibilmente al 30 settembre, che slitta al 2 ottobre essendo un sabato (il testo del Dpcm è pronto e in attesa di essere firmato dal ministro Padoan e dal presidente Gentiloni). Va detto che diverse proroghe sono anche frutto delle tante novità fiscali introdotte dal 2017, come il nuovo spesometro, la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva e la rottamazione delle cartelle.

Nonostante la sbandierata ricerca della semplificazione fiscale, le proroghe, che a volte arrivano addirittura dopo la scadenza del termine, creano confusione in uno dei sistemi fiscali più complicati d’Europa. Per non parlare dei rinvii emergenziali che, in alcuni casi, si rivelano delle beffe.

Se ciò non bastasse, anche la comunicazione che ruota intorno alle proroghe contribuisce ad aumentare la confusione: i rinvii vengono infatti anticipati con un “comunicato – legge”, per poi diventare legge con la pubblicazione del provvedimento sulla «Gazzetta ufficiale», e non sempre il comunicato mette in evidenza tutte le tecnicalità del provvedimento di proroga.

Il rinvio dell’ultima ora
Un esempio di proroga confusionaria e approssimativa è quella concessa per i versamenti a saldo 2016 e in acconto per il 2017, dovuti dai contribuenti titolari di reddito d’impresa, arrivata a tempo scaduto, con il comunicato-legge del 20 luglio 2017. Al comunicato ha fatto seguito il Dpcm, pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» del 21 luglio 2017, che aveva “ristretto” gli effetti della proroga alle sole imposte sui redditi e ai soli titolari di reddito d’impresa. Una decisione che ha scatenato numerose proteste, in primis, da parte dei professionisti e delle case software che hanno evidenziato l’impossibilità di adattare i programmi in un arco temporale ristretto.

Problema che è stato superato con il Dpcm 26 luglio 2017 - pubblicato nella «Gazzetta ufficiale» del 28 luglio - che ha sostituito il Dpcm del 21 luglio 2017. Da segnalare che diversi contribuenti, destinatari della proroga, titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, hanno “rinunciato” al differimento. In questo modo, hanno evitato di rideterminare il piano di rateazione, riducendo il numero delle rate. Hanno cioè proseguito il piano di rateazione scelto senza considerare in alcun modo la proroga (pagamento entro il 20 luglio o dal 21 luglio 2017 al 21 agosto 2017, con lo 0,40% in più), mantenendo le vecchie scadenze del 30 giugno 2017, o dal 1° luglio 2017 al 31 luglio 2017 con lo 0,40% in più.

L’AGENDA RISCRITTA
Note: (1) Il termine per la presentazione della dichiarazione non è stato prorogato, ma è stato consentito di inoltrare la stessa entro il 3 marzo 2017 a quei soggetti che per problemi di rallentamento nel canale di trasmissione non sono riusciti ad inviarla all'agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio. (2) Possibile inviare le certificazioni uniche 2017, che non contengono dati da usare per l'elaborazione della dichiarazione precompilata: entro il termine previsto per la presentazione del modello 770/2017; senza applicazione di sanzioni. (3) Termine valido anche per i documenti rilevanti ai fini Iva, anche se, a partire dal periodo d'imposta 2016, sono diversi i termini di presentazione delle dichiarazioni rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva. Ciò vale anche per i periodi d'imposta che non coincidono con l'anno solare. (4) I contribuenti devono redigere e sottoscrivere l'inventario entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette. (5) I contribuenti che presentano il modello Redditi 2017 o Irap 2017, entro il 31 ottobre 2017, possono modificare la scelta fatta nelle dichiarazioni presentate, cambiando il rimborso in credito. Per modificare la scelta hanno 120 giorni di tempo dal 31 ottobre 2017.

La proroga che non è proroga
Tra le date fiscali posticipate quest’anno, c’è anche una «proroga non proroga». Riguarda le dichiarazioni annuali Iva, considerate regolari se presentate entro il 3 marzo 2017. Per l’agenzia delle Entrate (risoluzione 26/E del 6 marzo 2017), il termine per la presentazione della dichiarazione non è stato prorogato, ma è stato solo consentito di inoltrare la dichiarazione entro il 3 marzo 2017 a quei contribuenti che per problemi di rallentamento nel canale di trasmissione non sono riusciti ad inviarla il 28 febbraio 2017. Ne consegue che tutti gli adempimenti con scadenza successiva al 28 febbraio 2017 e connessi al «termine di presentazione» del modello di dichiarazione annuale Iva dovranno essere eseguiti facendo riferimento esclusivamente alla data del 28 febbraio 2017.

Il calendario ideale
Il problema del calendario fiscale ha radici lontane. È interessante rileggere oggi la dichiarazione rilasciata nove anni fa dall’allora sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora: «Certamente, anche in considerazione dello sviluppo della telematica, dobbiamo mettere mano a un riordino delle scadenze, attenuando i dubbi sui termini e lasciando più tempo ai contribuenti per gli adempimenti» (si veda «Il Sole 24 Ore» del 26 luglio 2008).

È esattamente il contrario di quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte, con l’eccezionalità di quest’anno, con una “proroga che non è proroga” e con una proroga e un doppio Dpcm, con la prima proroga “ristretta”, poi “cancellata” ed infine “allargata”.

Putroppo la confusione aumenta le probabilità di errore. Diventa difficile in questo contesto credere al fisco amico.

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