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Pensioni, quanto costerà l’Ape: la rata peserà tra il…

le simulazioni

Pensioni, quanto costerà l’Ape: la rata peserà tra il 4,2 e il 4,6%

Dal 4,2% al 4,6%. È l’oscillazione del peso della rata sulla pensione netta maturata per ogni anno di Anticipo pensionistico “volontario” su una media di 20 anni, con un tasso di finanziamento del 2,7-2,8% e un premio assicurativo pari al 30-32% del capitale, partendo una pensione pensione netta maturata di 750 euro al mese e arrivando a 2mila euro. La simulazione è stata elaborata dai tecnici di Palazzo Chigi in parallelo alla firma da parte del premier Paolo Gentiloni del Dpcm attuativo dell’Ape volontaria, ma è da considerare ancora provvisoria in attesa che nelle prossime settimane (entro un mese dall’entrata in vigore dal provvedimento) vengano messi nero su bianco gli accordi quadro con le banche e assicurazioni per definire il tasso d’interesse sul finanziamento e per stabilire la misura del premio assicurativo del rischio di premorienza.

Di Ape e costi per chi vuole anticipare la pensione si parla questa mattina a Radio 24, dalle 11 alle 12 a Due di Denari: ospiti della trasmissione Andrea Carbone di PROGeTICA e Matteo Prioschi del Sole 24 Ore.

Le ipotesi di base scelte, per il momento, dal team economico della Presidenza del Consiglio, con a capo Marco Leonardi e del quale fa parte Stefano Patriarca, partono da un Tan di erogazione dell’Ape del 2,7% e un Tan in fase di restituzione del 2,8%, con un premio assicurativo pari al 30-32% del capitale. Come previsto dal dispositivo dell’Ape volontaria (ideata lo scorso anno dall’allora sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannici insieme all’Ape social), viene contemplata una commissione per il fondo di garanzia dell’1,6% e una detrazione fiscale del 50% sulla quota degli interessi e del premio assicurativo (così come indicato dall’ultima legge di bilancio). Per la restituzione del prestito è stato calcolato il cosiddetto periodo di riferimento (20 anni).

Con questa griglia di partenza, nel caso di un lavoratore con una pensione mensile maturata e certificata dall’Inps di 750 euro netti (822 euro lordi, inclusa cioè l’Irpef) che richieda un’Ape volontaria dell’85% (638 euro) e un prestito-ponte di 12 mesi, la rata mensile ammonterebbe (considerando 11 euro di detrazione fiscale) a 55 euro e andrebbe a incidere per il 4,6% per ogni anno d’anticipo sul “nuovo” assegno pensionistico netto che sarebbe a questo punto di 706 euro al mese. Con una pensione netta maturata di mille euro (1.192 euro lordi) e la richiesta di Ape volontaria dell’80% per 24 mesi, la rata, “addolcita” da 30 euro di detrazione, sarebbe di 141 euro mensili e inciderebbe per il 4,4% su un assegno netto di 889 euro depurato da Anticipo pensionistico e agevolazione fiscale.

Allo stesso livello si attesterebbe il peso della rata per un lavoratore con una pensione abbastanza pesante (2mila euro netti mensili) che presenta domanda per un Ape volontaria al 75% per 43 mesi. La restituzione mensile ammonterebbe a 493 euro (detrazione di 11 euro) e farebbe scendere la pensione netta, al momento della sua erogazione, a 1.617 euro. L’incidenza della rata scenderebbe ulteriormente, al 4,2%, per un lavoratore che matura una pensione netta di 1.250 euro mensili e chiede per 36 mesi un prestito ponte del 75 per cento. In questo caso la restituzione mensile sarebbe di 254 euro con il risultato di portare a 1.051 la pensione netta effettivamente usufruibile.

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