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Statale di Milano, niente ricorso. Da oggi al via le immatricolazioni

universitÀ e numero chiuso

Statale di Milano, niente ricorso. Da oggi al via le immatricolazioni

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Niente numero chiuso nelle facoltà umanistiche dell’università Statale di Milano, almeno per quest’anno. Poi dal 2018 si vedrà, in base alle evoluzioni del quadro normativo nazionale e alle decisioni che il Tar del Lazio - a cui si è rivolto il sindacato studentesco Udu - prenderà nel merito.

La Statale ieri ha annunciato la rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva imposta dal Tar del Lazio relativamente alla decisione dell’ateneo di imporre un tetto alle iscrizioni nei corsi di Lettere e filosofia. Ma si tratta di una scelta «tattica» per evitare confusione nelle immatricolazioni e nei corsi, non di un cambio di linea.

«Considerando in questo momento assolutamente prioritario rispetto ad ogni altra circostanza il proprio dovere istituzionale nel garantire il corretto avvio delle lezioni, e volendo porre fine al clima di incertezza creatosi all’indomani della sentenza del Tar, la Statale di Milano ha deciso di rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato, rimandando al giudizio di merito la difesa delle proprie posizioni - si legge nella nota - La procedura di ricorso, data la complessità degli elementi in gioco e le implicazioni anche di rilievo nazionale potrebbe richiedere infatti una tempistica non compatibile con la primaria esigenza del regolare inizio dell’anno accademico».

Il Tar ha per ora sospeso il provvedimento dell’università, ma entrerà nel merito della decisione solo a maggio 2018, quando il numero chiuso potrebbe essere tolto o ripristinato. Il Consiglio di Stato al momento si sarebbe potuto esprimere solo sulla sospensiva, generando ancora più dubbi sul proseguimento dell’anno accademico 2017-2018. La scelta del rettore Vago è dunque quella di proseguire normalmente per quest’anno, senza però retrocedere sulla scelta di fondo, che verrà presa ancora in considerazione nel 2018.

Quindi da oggi fino al 16 ottobre 2017 saranno di nuovo aperte le immatricolazioni ai corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei Beni culturali, Lingue e letterature straniere, Storia, Scienze umane dell’ambiente, del territorio e del paesaggio. Tutti gli studenti interessati, compreso chi si era iscritto al test di ingresso, dovranno immatricolarsi ex novo, e il contributo versato per la domanda di ammissione ai test sarà rimborsato.

La scelta della Statale di Milano di introdurre il numero chiuso anche per gli studi umanistici era stata motivata come una necessità dovuta alla diminuzione del numero dei professori: ne mancano 30, aveva argomentato il rettore Gianluca Vago. Da qui la valutazione che il diritto allo studio non verrebbe di fatto rispettato se le università non assicurano la possibilità ad ogni studente di completare serenamente il corso per assenza di spazi e di docenti.

Forte di queste considerazioni, il rettore prima della pausa estiva aveva stabilito i numeri ritenuti più congrui: dai 230 posti per Scienze umane dell’ambiente fino ai 650 per Lingue e letteratura straniere. Le iscrizioni reali arrivano invece, in media, al doppio.

Peraltro, fanno notare dall’università milanese, in Italia ci sono già molte realtà che hanno introdotto il numero chiuso anche per le facoltà umanistiche, senza che nessuno si opponesse (come ad esempio a Trento, Salerno, Perugia o Bologna). Questo crea un’incongruenza che potrebbe spingere altri studenti a a seguire lo stesso esempio e fare ricorso al Tar (il tribunale amministrativo è quello del Lazio perché il ricorso avviene contro il ministero dell’Istruzione, università e ricerca).

La situazione normativa è in effetti poco chiara. Se la legge dello Stato chiedeva il contingentamento solo per i corsi con i laboratori, la legge 240 del 2010 ha poi introdotto la necessità di garantire un’adeguato standard anche negli altri corsi, seguita poi da altri decreti del 2016 che darebbero la possibilità al Miur di intervenire nelle situazioni disagiate. A questo si aggiungono le recenti parole della ministra Valeria Fedeli, che ha dichiarato di voler rivedere i tetti alle iscrizioni.

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