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Omicidio, la premeditazione si valuta sulla base di una verifica preliminare

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Omicidio, la premeditazione si valuta sulla base di una verifica preliminare


Il giudice non può fondare l’aggravante della premeditazione valorizzando solo l’esistenza del rapporto conflittuale tra l’omicida e la sua convivente. La Cassazione dice la sua (la sentenza è la numero 41586 depositata ieri), sull’omicidio di Porto Ercole. Era l’ottobre del 2013 quando una donna ucraina di 47 anni venne strangolata dal suo convivente, un tecnico informatico. Reo-confesso l’uomo, 49 anni, confidò alle forze dell’ordine di aver gettato il corpo della vittima in una scarpata sull’Argentario. Arrestato dopo la confessione, la Procura ha chiesto per lui la pena dell’ergastolo (da scontare a 30 anni per la scelta del rito abbreviato) per omicidio volontario pluriaggravato, con la premeditazione e l’abuso di relazioni domestiche. Nel 2016 la Corte di assise di appello di Firenze ha concesso le attenuanti generiche, rideterminando il trattamento sanzionatorio in diciannove anni.

Nella sentenza depositata ieri, i giudici della Cassazione ritengono congrua la motivazione della sentenza impugnata, nel valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato, nel momento in cui si accingeva all’omicidio.
In merito alle circostanze aggravanti, la Corte ricorda che il processo di sedimentazione psicologica del progetto criminoso dell’imputato deve essere valutato in termini flessibili ed adeguati alle emergenze del caso concreto.
Nel delitto di Porto Ercole – si legge nella sentenza - sarebbe stato utile verificare quali fossero le effettive intenzioni dell’uomo prima della cena consumata insieme con la vittima. La Corte d’appello avrebbe cioè dovuto compiere una verifica preliminare, volta a scandagliare condizioni cronologiche e volitive dell’uomo.
Per i giudici l’assenza di indicazioni motivazionali non consente di ritenere effettivamente sussistenti gli elementi dell’aggravante della premeditazione.
La Cassazione, pertanto, annulla la sentenza limitatamente alla circostanza aggravante della premeditazione e rinvia per un nuovo esame ad altra Sezione della Corte di assise di appello di Firenze.

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