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Se la porta a vetri crolla responsabilità solo della Scuola

corte di cassazione

Se la porta a vetri crolla responsabilità solo della Scuola

Una porta a vetri danneggiata e pericolante che, al passaggio di un alunno, si schianta a terra ferendone un altro. È accaduto in una scuola romana nel 1994 e a farne le spese è stato un minorenne che ha riportato numerose lesioni. Ieri la Corte di cassazione ha chiarito che la responsabilità di quanto accaduto ricade esclusivamente sul ministero della Pubblica amministrazione che, con un ricorso, aveva tentato di smarcarsi dall'obbligo di risarcimento. Scevri da qualsiasi colpa gli studenti, anche se il fatto di aver oltrepassato una porta vistosamente pericolante è un gesto irresponsabile.

Oltre 6omila euro la somma stabilita dalla Corte di appello di Roma a favore dell'ex alunno ferito più di venti anni fa: a farne le spese, in solido, il ministero e l'Istituto alberghiero frequentato dal ragazzo. Che hanno presentato ricorso in Cassazione, senza tuttavia riuscire a convincere i giudici.

Nella sentenza 21183 depositata ieri (13 settembre) questi ultimi non lasciano infatti spazio ad interpretazioni: in una scuola la presenza di una porta a vetri danneggiata e pericolante non è ammissibile; il dovere di sorveglianza spetta ai docenti. Nessuna apertura al concorso di colpa vagheggiato dai ricorrenti. Nel tentativo di difendersi, questi ultimi avevano infatti chiamato in causa l'amico dello studente “colpevole” - a loro dire - di avere aperto la porta, nonostante apparisse vistosamente danneggiata.

Potendo prevedere le conseguenze della loro azione, i due studenti avrebbero pertanto agito in maniera imprudente. Ma la Suprema Corte non ha dubbi: l'imprudenza dei ragazzi non c'entra. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese di giudizio

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