Norme & Tributi

Dossier Otto mosse per migliorare il Fisco a costo zero

    Dossier | N. 16 articoliSemplificazioni fiscali verso la manovra 2018

    Otto mosse per migliorare il Fisco a costo zero

    (Marka)
    (Marka)

    Esistono le idee semplici per migliorare almeno un po’ il rapporto tra Fisco, professionisti e contribuenti. Dall’Iva al reddito d’impresa, dal lavoro autonomo ai regimi agevolati, per arrivare a scadenze, accertamenti e riscossione, «Il Sole 24 Ore» ha chiesto ai suoi esperti di indicare gli interventi a costo ridotto o nullo, ma capaci di dare qualche segnale di cambiamento, nel solco di quanto promesso anche la settimana scorsa dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione alla commissione bicamerale sulla semplificazione.

    Le indicazioni degli esperti del Sole 24 Ore:

    Deduzioni più lineari dai cellulari alle auto - Ceppellini e Lugano

    Ancora troppi limiti all’uso dei crediti Iva - Ranocchi

    Regole da avvicinare a quelle delle imprese - Gaiani

    Facilitare il recupero se il cliente non paga - Santacroce

    Intra, dati Iva e 770: gli invii vanno sfoltiti - Tosoni

    Perdite e «cassa»: lo spunto dell’Ires - Ferranti

    Contraddittorio per tutti i tributi - Iorio

    Ritardi nelle rate a valutazione libera - Lovecchio

    Passando in rassegna le proposte degli operatori, anche i non esperti della materia fiscale possono cogliere un primo, ricorrente aspetto: molte complicazioni e incertezze hanno origine nella coesistenza e nella stratificazione di norme che incidono sulla stessa materia e che mal si coordinano tra di loro. Per l’accertamento, per esempio, vi sono regole disallineate non solo tra le diverse imposte, ma talvolta anche all’interno della stessa imposta (è il caso dell’Iva). Nel contraddittorio tra uffici e contribuenti vi sono invece aspetti talmente intricati che la stessa Cassazione, giudicando di casi analoghi tra loro, giunge a conclusioni opposte.

    Accanto a questa stratificazione contraddittoria, ci sono gli accumuli successivi, vale a dire quegli ambiti in cui a un primo adempimento se ne affianca un secondo e poi un terzo, oppure il primo obbligo normativo si estende o si modifica in corsa. Qui ancora l’Iva è prodiga di esempi: le comunicazioni e lo spesometro sono il caso di questi giorni, ma da poco abbiamo assistito all’ampliamento della platea dello split payment, mentre il reverse charge è ancora in assestamento. Tutti meccanismi animati dal sacrosanto obiettivo di contrastare l’evasione, ma che alla prova sul campo si rivelano tortuosi e (forse) non così efficaci.

    Queste deformazioni che si possono rintracciare praticamente in tutti gli ambiti del sistema fiscale finiscono per riflettersi in una produzione abnorme di provvedimenti di secondo grado, circolari, risoluzioni e comunicati stampa. Escludendo questi ultimi, nei primi 8 mesi di quest’anno risultano 337 interventi per dare applicazione o chiarimenti sulle norme, vecchie e nuove. Perché - come sanno ormai tutti i contribuenti - le leggi intervengono spesso e volentieri a modificare quanto già modificato, non di rado con modalità retroattive (sarebbe vietato dallo Statuto del contribuente, ma lo scriviamo senza più convinzione) e cadendo in una galassia che procede più per interventi o microinterventi settoriali e sembra aver smarrito il disegno complessivo.

    Come ricordava Salvatore Padula sette giorni fa nell’editoriale, avvicinandoci alla manovra e nell’imminenza di un anno elettorale, diventano molto forti le tentazioni delle ambiziose promesse e delle plurime “mance”. Ma gli spazi per avviare invece alcune piccole e giudiziose manutenzioni ci sono. Quelli che presentiamo oggi possono diventare un primo catalogo.

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