Norme & Tributi

Bancomat e carte, taglio ai costi. Micropagamenti più facili

IL DECRETO DEL GOVERNO

Bancomat e carte, taglio ai costi. Micropagamenti più facili

Non solo i limiti alle commissioni bancarie sul Pos per l’utilizzo di carta di credito o bancomat. Ma anche una maggiore trasparenza per i cittadini sull’intero sistema dei pagamenti elettronici. Tra le principali novità del provvedimento (uno schema di decreto legislativo) con cui anche l’Italia si allinea alla direttiva comunitaria Psd-2 la regolamentazione delle nuove forme di digital payment con tablet, smartphone o anche con supporti come gli orologi

digitali connessi a Internet. In sostanza, tutti quegli strumenti che vanno già oltre la “moneta di plastica”. Il rafforzamento delle tutele dei consumatori passa soprattutto per la riduzione da 150 a 50 euro della franchigia che un cliente potrebbe essere obbligato a pagare nel caso di operazioni non autorizzate per carte smarrite o rubate. Arriva poi il divieto di surcharge, ossia l’applicazione di un sovrapprezzo per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento. Infine , viene introdotta la regola secondo cui per tutti i pagamenti non autorizzati i rimborsi dovuti ai consumatori dovranno essere immediati e al massimo entro il giorno successivo.

Lo schema di decreto approvato in prima lettura ieri dal Consiglio dei ministri e atteso ora ai pareri delle commissioni parlamentari definisce i casi di esclusione dall’ambito di applicazione delle norme sui servizi di pagamento, ad esempio con riguardo all’esclusione degli strumenti a «spendibilità limitata» (in relazione alla limitatezza delle reti commerciali in cui sono utilizzabili, alla gamma molto limitata di beni e servizi o agli specifici scopi sociali) e alla possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento effettuate nel quadro di un’attività di beneficenza oppure per l’acquisto di biglietti relativi a servizi di diversa natura. Il tutto nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e non oltre i 300 euro mensili.

Il provvedimento rilancia, di fatto, anche la possibilità di utilizzare la moneta elettronica per i micropagamenti sotto i 5 euro, così come prevedeva un emendamento parlamentare di Sergio Boccadutri (Pd) che sarà anche relatore allo schema di decreto legislativo in commissione Finanze alla Camera. Infatti, come ricordato anche dal comunicato diffuso ieri da Palazzo Chigi, i prestatori di servizi di pagamento saranno «tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per questi pagamenti». Per intenderci anche per un caffé al bar l’esercente potrebbe avere più convenienza ad accettare un pagamento con bancomat o carta di credito. A questo si aggiunge l’ulteriore paletto relativo alle sole “operazioni nazionali” tramite carta di debito, in base al quale in via transitoria (fino al dicembre 2020) i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato tuttavia sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascuno schema di carte di pagamento.

Infine il capitolo controlli. Il decreto individua le autorità nazionali competenti ad assicurare l’osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del regolamento la Banca d’Italia e, per alcune disposizioni, l’Antitrust. Una volta in vigore, sarà poi aggiornata la graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabile alle persone fisiche.

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