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Richiesta per posta? Vale la data di invio

corte di cassazione

Richiesta per posta? Vale la data di invio

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Per verificare la tempestività della richiesta di restituzione nel termine, in caso di invio a mezzo posta, vale la data di spedizione e non quella di ricezione del plico da parte della cancelleria. Le sezioni unite penali, (sentenza 42043) mettono il punto su un contrasto antico e ricorrente. I giudici prendono le distanze dalla tesi, largamente maggioritaria, secondo la quale «in conseguenza dell’inapplicabilità alla istanza di restituzione nel termine della disciplina dettata per le impugnazioni, in caso di ricorso all’invio a mezzo posta debba farsi riferimento, per valutarne la tempestività, alla data di ricezione del plico da parte della cancelleria».

Un orientamento che, precisano i giudici non è in linea con gli inviti di Straburgo a dare la massima espansione alle garanzie di difesa dell’imputato. La tesi restrittiva che “accolla” a chi spedisce l’istanza per posta il tempo necessario al recapito è in contrasto con le chiare finalità dell’istituto, rimodulato in base al quanto indicato dalla Cedu, e con il principio del giusto processo. L’interpretazione letterale della norma (articolo 175, comma 2-bis del Cpp)secondo cui il termine “presentazione” deve coincidere con “deposito” in cancelleria crea un ulteriore e concreto ostacolo al diritto, per il condannato assente, di avere un giudizio in sua presenza.

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