Norme & Tributi

Niente tetto al bonus post terremoto per le imprese

agevolazioni

Niente tetto al bonus post terremoto per le imprese

Chiariti i limiti di fruizione del beneficio no tax per le aree terremotate. Con la circolare 15 settembre 2017, numero 114735 il ministero dello Sviluppo economico ha fatto luce sulle disposizioni contenute nell’articolo 46 del decreto legge 50/2017 che istituisce una zona franca urbana denominata “sisma centro Italia”. Il provvedimento si affianca alle indicazioni operative fornite dalla circolare 99473 del 4 agosto 2017, attraverso la quale il ministero ha stabilito modalità e termini di presentazione delle istanze per l’accesso alle agevolazioni nella zona franca urbana.

Proprio tale documento ha stabilito che i soggetti beneficiari possono fruire dell’importo dell’agevolazione concessa nelle seguenti misure:
•per il 39% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso del 2017;
•per il 33% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso 2018;
•per il 28% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso 2019.

Ciò detto, con il nuovo intervento il ministero ha voluto chiarire che le percentuali sopra indicate costituiscono limiti riferiti al complesso delle fruizioni di tutti i soggetti beneficiari nell’anno di riferimento, come previsti dalla norma di legge, parametrati all’entità dello stanziamento complessivo relativo al triennio 2017–2019. Pertanto, precisa il Mise, dette percentuali non costituiscono limiti annuali di fruizione dell’aiuto da parte del singolo beneficiario nei confronti del quale l’agevolazione viene concessa.

Quanto ai lavoratori autonomi, la circolare aggiunge che per l’accesso alla piattaforma telematica per la presentazione dell’istanza è condizionato al possesso di una casella di posta elettronica certificata (Pec) attiva censita nell’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec).
Chiarito, infine, che i richiedenti le agevolazioni dovranno riportare nell’istanza, l’importo dell’agevolazione richiesta, in modo che questa sia commisurata all’ammontare previsto di imposte e contributi a proprio carico in relazione ai due periodi di imposta ammissibili (2017 e 2018).

Le aree interessate

Si ricorda che a fruire delle disposizioni dettate dalla nuova normativa sono, in particolare, i comuni – espressamente individuati negli allegati 1 e 2 del Dl 189/2016 e nella circolare 99473/2017- delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Lo sgravio è rivolto alle imprese che hanno sede principale o unità locale ricadenti in tali comuni e che hanno subito, a seguito del terremoto, una riduzione del fatturato di almeno un 25% rispetto alla media relativa ai tre periodi di imposta precedenti. Le agevolazioni sono, inoltre, riconosciute anche alle imprese ricadenti nei comuni elencati nell'allegato 2-bis del Dl 189/2016. Tuttavia, nel caso di specie, le stesse saranno riconosciute a condizione che nel primo trimestre 2017 si sia registrata una riduzione di fatturato di almeno un 25% rispetto a quello corrispondente del 2016.

La norma dispone l’esenzione totale dalle imposte per tutti i redditi prodotti nell’area terremotata. Il legislatore, comunque, ha posto un tetto massimo entro il quale beneficiare dell’esenzione, stabilito in centomila euro per ognuno dei periodi di imposta interessati.

Le altre agevolazioni

A quanto sopra, si aggiunge – per i medesimi periodi fiscali - l’esenzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), applicabile entro il limite del valore della produzione netta di trecentomila euro. Prevista, inoltre, la totale dispensa da ogni versamento ai fini Imu. Particolarmente interessante, poi, è l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro sulle retribuzioni di lavoro dipendente. Analoga disposizione si rende applicabile per i lavoratori autonomi che svolgono attività all’interno della zona franca.

Per il riconoscimento dei benefici fiscali sopra illustrati, il Governo ha reso disponibili 194,5 milioni di euro per il 2017, 167,7 milioni per il 2018 e 141,7 milioni per il 2019. Tutte le agevolazioni resteranno fruibili entro i limiti fissati dai regolamenti comunitari sul de minimis vigenti per i rispettivi settori di attività.

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