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Il procuratore Greco: «Sì alla web tax»

il fisco e i colossi del web

Il procuratore Greco: «Sì alla web tax»

Che i colossi del web non paghino tasse è «singolare»: così la pensa il procuratore capo di Milano Francesco Greco, secondo cui l’introduzuone di un’imposta per i gruppi che gestiscono l’online sarebbe «un tentativo di recuperare terreno rispetto a un mondo che è cambiato». Intervenendo a un convegno sull’evasione fiscale dal titolo “A Cesare quel che è di Cesare”, Greco ha spiegato che i colossi dell’economia digitale «ci disegnano un bellissimo futuro in cui loro non pagano le tasse» anche se sfruttano le infrastrutture, come la banda larga, «costruite dagli Stati e pagate dai cittadini con le tasse».

Questo problema secondo Greco è urgente e richiede una soluzione: «Siamo stati gli unici al mondo - ha rivendicato il procuratore capo - che hanno costretto due grandi gruppi americani del web a pagare le tasse». “

«Ci sono gruppi che realizzano tutti i i profitti in Irlanda e poi li trasferiscono a Bermuda senza pagare nulla - ha spiegato - . E possono farlo perché noi siamo ancora ancorati all’idea di stabilimento industriale, che loro non hanno».

Secondo Greco la rivoluzione digitale potrà portare a livelli sempre più alti di disoccupazione strutturale e quindi gli Stati dovranno finanziare sempre di più il welfare: «Se non andiamo a ridistribuire i profitti accumulati da questo mondo francamente non so dove andremo a prendere i soldi per finanziare gli Stati», ha aggiunto.

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