Norme & Tributi

Contante, frenata sulla nuova sanatoria

VERSO LA MANOVRA

Contante, frenata sulla nuova sanatoria

Fuoco incrociato contro l’ipotesi di una nuova sanatoria sul contante da introdurre nella prossima manovra, alimentata anche dalle dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, durante un convegno a Milano. A sbarrare la strada sono stati soprattutto le formazioni alla sinistra del Pd. Ma l’idea di rivedere l’attuale voluntary disclosure, cercando di agire sulle leve della convenienza per chi sana e della destinazione “vincolata” delle somme emerse, non sembra essere tra quelle allo studio del ministero dell’Economia.

A distanza di un anno si ripete quanto era già avvenuto nella predisposizione della manovra 2017, quando tra le possibili misure per fare cassa c’era l’idea di un forfait (all’epoca del 35%) per la regolarizzazione delle somme in nero non dichiarate al Fisco detenute cash .

Già allora Pierluigi Bersani, all’epoca nel Pd e ora in Mdp-Articolo 1, contestò duramente l’ipotesi parlando di norma salva-Corona, dal nome del fotografo dei vip di cui era stato appena scoperto un tesoretto detenuto in contanti. Così si decise di virare verso la voluntary-bis, che non prevede alcun forfait e per cui bisogna versare tutte le imposte dovute ma con la possibilità di accedere a uno sconto sulle sanzioni. Una procedura che quindi riguarda anche il contante ma che, a pochi giorni dalla scadenza (2 ottobre), ha registrato poco più di 13mila adesioni: la metà di quelle attese che avrebbero dovuto recuperare 1,6 miliardi di euro.

Ora Bersani torna a bocciare il forfait sul contante sostenendo che «finirebbe per essere riciclaggio a modica spesa». Nella sua nuova formazione politica, la capogruppo al Senato Cecilia Guerra parla di «operazione inaccettabile a cui ovviamente Articolo 1-Mdp si opporrebbe con tutte le sue forze». Un messaggio chiaro visto che la manovra con i suoi provvedimenti (decreto legge e disegno di legge) partirà da Palazzo Madama.

Risparmiatori e contante: ecco i rischi occulti del denaro liquido

Niente sconti anche da Sinistra italiana. Per Giovanni Paglia della commissione Finanze alla Camera, si torna alla carica «perché pecunia non olet e perché evidentemente in campagna elettorale tutti i voti, per loro, sono buoni: anche quelli degli evasori».

Critico, inoltre, Daniele Capezzone (Direzione Italia), sia sulla forma che sulla sostanza della sanatoria. Mentre Renato Brunetta (capogruppo alla Camera di Forza Italia) bolla l’ipotesi dell’obbligo di investire le somme emerse in titoli di Stato come «risparmio forzoso».

Si tratterà ora di capire se il fuoco di sbarramento incrociato avrà la stessa intensità e sarà replicato anche quando le opposizioni e la parte di maggioranza a sinistra del Pd chiederanno di far passare le loro proposte per cui serviranno nuove coperture.

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