Norme & Tributi

Primi Isa per 1,4 milioni di contribuenti

oltre gli studi di settore

Primi Isa per 1,4 milioni di contribuenti

Nuovo tassello nel puzzle Isa. Con comunicato stampa di ieri sono stati resi noti dall’agenzia delle Entrate i primi 70 Isa (Indici sintetici di affidabilità) che andranno a sostituire, in modo graduale, gli studi di settore nelle dichiarazioni dei redditi del prossimo anno. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia di ieri identifica solo le attività economiche per le quali saranno elaborati gli Isa; gli indici veri e propri, che devono ancora essere elaborati, potranno essere applicati per le citate attività economiche, a seguito di approvazione con decreto del Mef, a decorrere già dal periodo d’imposta 2017.

Gli interessati

In particolare, 29 indici saranno elaborati per il settore del commercio; tra le attività interessate vi sono quelle del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, articoli sportivi, giochi e commercio all’ingrosso di mobili. Saranno 17 gli indici per il comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici, parrucchieri e barbieri, riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori, ma anche intermediari immobiliari, ristorazione e villaggi turistici. Per il comparto manifatture, invece, gli indici individuati sono 15 e riguardano, tra gli altri, la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature, prodotti in gomma.

Infine, per i professionisti i nuovi Isa riguardano 9 diverse attività di lavoro autonomo, tra le quali quelle dei disegnatori grafici, dei geometri e degli studi legali. Andando a scorrere le attività che potranno accedere ai benefici premiali previsti, circa 168mila sono intermediari del commercio (12% della platea), quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%). Tra le macro categorie più numerose subito interessate dai nuovi Isa ci sono anche i ristoranti, circa 95mila (7%) e i parrucchieri, circa 74mila (5%). In tutto, la platea sfiora il milione e mezzo di contribuenti (1.421.122).

I nuovi indici

Gli Isa sono stati introdotti in sostituzione di parametri e studi di settore al fine di dare vita a un nuovo rapporto tra contribuenti e fisco, che dovrebbe consentire a imprese e professionisti di verificare, con maggiore trasparenza, la correttezza della loro condotta. Gli indici non nascono come strumenti di accertamento fiscale diretto, ma come elemento di compliance per favorire «l’emersione spontanea delle basi imponibili e stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti».

Si basano su un insieme di indicatori elementari di affidabilità e anomalia e consentono di misurare, su scala da 1 a 10, l’attendibilità del percorso fiscale del contribuente. In particolare, gli indicatori elementari valutano la credibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile strutturale, tipici del settore e del modello organizzativo, mentre quelli elementari di anomalia stimano incongruenze e situazioni di normalità e coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere atipico rispetto al settore e al modello organizzativo cui sono riferiti. Solo la verifica sul campo dell’operatività degli Isa consentirà però di verificare quanto sarà effettiva la differenza rispetto agli studi di settore e quanto saranno efficaci rispetto agli obiettivi mirati.

I vantaggi

Nelle intenzioni i contribuenti che si posizionano sui gradini più alti della scala potranno fruire di alcuni benefici, quali: l’esonero dall’apposizione dei visti di conformità per la compensazione di crediti o rimborsi Iva per importi non superiori a 50mila euro; l’esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative; l’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici nonché dalla determinazione sintetica del reddito (a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato); l’anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento da parte degli uffici amministrativi.

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