Norme & Tributi

Pensioni, Boeri: pronte le regole sul cumulo gratuito

Annuncio al festival del lavoro

Pensioni, Boeri: pronte le regole sul cumulo gratuito

Agf
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La circolare dell'Inps che darà il via al cumulo della pensione anche per chi ha versato contributi in una cassa di previdenza dei professionisti è pronta e oggi verrà inviata al ministero per l'approvazione. L'annuncio è stato fatto dal presidente dell'istituto di previdenza, Tito Boeri, intervenuto questa mattina al Festival del lavoro, organizzato dai consulenti del lavoro a Torino.

Il cumulo gratuito dei contributi, che è stato introdotto alla fine dell'anno scorso con la legge di bilancio, è rimasto finora inattuato per quanto riguarda i liberi professionisti perché le relative casse di previdenza in alcuni casi hanno requisiti di pensionamento diversi da quelli previsti per la generalità dei lavoratori e applicati dall'Inps. Un disallineamento che potrebbe portare le casse a pagare prima del previsto gli assegni, con conseguenze sui loro bilanci che, per norma, devono garantire la sostenibilità a 30 anni.
Come ha sottolineato Boeri, la norma è scritta male perché non dice cosa si deve fare in caso di requisiti anagrafici diversi. In mancanza di una copertura normativa, l'Inps ha individuato una soluzione pro-rata: si dà la possibilità di utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione, mentre per quanto riguarda l'importo dell'assegno, l'istituto versa da subito l'importo di sua competenza, mentre quello correlato ai contributi versati alla cassa professionale al raggiungimento dei relativi requisiti. L'assegno corrisposto dall'Inps sarà tecnicamente un anticipo della pensione, perché in caso contrario avrebbero dovuto essere riconosciute anche le integrazioni e le maggiorazioni sociali, determinando un appesantimento dei conti.
Questa soluzione è stata individuata in via amministrativa, ma in dialogo con il governo. Quindi la circolare potrebbe ricevere il via libera in tempi rapidi.
In realtà giusto ieri in occasione di una risposta a interrogazione in commissione Lavoro della Camera, l'ufficio legislativo del ministero del Lavoro aveva preannunciato la circolare sottolineando però che la norma sul cumulo non richiede “né atti di indirizzo né disposizioni applicative”, rilanciando la palla nel campo dell'Inps. In realtà almeno delle indicazioni su come risolvere il problema sono oggettivamente necessarie.
Comunque Boeri auspica che in occasione della nuova legge di bilancio che sarà approvata entro fine anno venga introdotta anche una copertura normativa al meccanismo individuato dall'Inps.

Il presidente dell'istituto di previdenza, nel suo intervento, ha anche ribadito la necessità di mantenere l'adeguamento dei requisiti anagrafici per la pensione agganciato alla speranza di vita per garantire la sostenibilità del sistema. Equilibrio oggi basato anche sull'apporto degli immigrati, che vanno a compensare il calo di nascite degli italiani. Boeri ha sottolineato che ogni anno il saldo demografico tra nati e morti è negativo per circa 300mila unità e in un sistema previdenziale a ripartizione in cui le pensioni di oggi sono pagate da chi lavora ora, un calo dei nuovi ingressi sul lavoro è un problema. Attualmente gli immigrati versano contributi per 8 miliardi all'anno e fruiscono di prestazioni prevalentemente assistenziali per 3 miliardi, perché pochi hanno i requisiti per la pensione, determinando quindi un saldo positivo di 5 miliardi. Sarebbe necessario regolarizzare gli immigrati non in regola in modo da poter contare su una contribuzione ancora maggiore.
Quanto al problema occupazionale, secondo il presidente dell'Inps invece di facilitare l'ingresso nel mercato del lavoro di giovani e donne si aumenta la spesa previdenziale favorendo le uscite anticipate. La direzione da prendere è usare tutte le risorse disponibili per ridurre il costo del lavoro. “Mi sembra che la prossima legge di bilancio abbia risorse limitate, mettiamole tutte per ridurre il carico fiscale e contributivo sul lavoro, anche quelle previste per Industria 4.0 – ha affermato – Potremmo decidere che le imprese 4.0 che investono in formazione possono beneficiare di un tetto più alto di decontribuzione: si parla di circa 4mila euro, potrebbe salire a 5-6mila euro. Si tratta di un modo per incentivare la formazione e ridurre il carico fiscale, favorendo le assunzioni”.

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