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Spesometro, Casero: al via il confronto per semplificare l’invio…

fase 2

Spesometro, Casero: al via il confronto per semplificare l’invio di febbraio

Non ripetere più i recenti errori. Per questo si lavorerà da subito, coinvolgendo tutti gli attori interessati: dall’amministrazione finanziaria ai contribuenti. Conversando in Parlamento, il viceministro all’Economia, Luigi Casero, lancia la «fase 2» dello spesometro, partendo da due presupposti: «In primo luogo, un monitoraggio costante dell’attuale sistema di trasmissione e del suo regolare funzionamento. In secondo luogo, questo primo invio ancora in corso sarà considerato sperimentale».

Quest’ultimo è un passaggio particolarmente importante in quanto, come chiesto dalle associazioni di grandi e piccole imprese, apre la strada alla sterilizzazione delle sanzioni. Sterilizzazione che, ribadisce ancora Casero, «sarà prevista da una norma di legge da inserire nel decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio». Un modo per sgombrare il campo dalla possibile discrezionalità nella disapplicazione delle sanzioni da parte degli uffici dell’amministrazione finanziaria. Un rischio che era stato paventato nei giorni passati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (si veda Il Sole 24 Ore del 27 settembre scorso).

Su queste basi il viceministro convocherà nelle prossime settimane dei tavoli tecnici a cui saranno invitati rappresentanti di agenzia delle Entrate, Sogei e delle categorie interessate. Tavoli con l’obiettivo di «ridefinire e riorganizzare l’invio dei dati in scadenza a febbraio in modo da renderlo semplice e funzionale». Si partirà certamente dalla risoluzione depositata dal Pd alla Camera (come anticipato ieri su queste colonne) e che la commissione Finanze di Montecitorio discuterà già a partire da martedì della prossima settimana. L’obiettivo è snellire e semplificare l’adempimento come a più riprese chiesto da imprese e professionisti, a partire dal ritorno all’invio unico nell’anno per i dati delle fatture. Ma si punta anche ad accorpare le fatture di piccoli importi con invii cumulativi al di sotto di una determinata soglia.

Il confronto annunciato da Casero sarà anche l’occasione per valutare la possibilità di rivedere, come chiede Confindustria, i tempi fortemente ristretti dalla manovrina di primavera (Dl 50/2017) sulla detrazione Iva. Compressione dei tempi dettata dalla necessità per l’amministrazione finanziaria di incrociare i dati in arrivo con le comunicazioni Iva. Ma questo si traduce in un’ulteriore complicazione per le imprese che hanno sollecitato lo stesso viceministro a ripensare la stretta e a ripristinare un termine congruo per consentire l’esercizio della detrazione.

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