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Sì dell’Ecofin alla conciliazione sulle doppie imposizioni

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Sì dell’Ecofin alla conciliazione sulle doppie imposizioni

Via libera definitivo dell’Ecofin al nuovo sistema per risolvere le dispute sulla doppia imposizione tra gli Stati membri. La direttiva rafforza i meccanismi per comporre le controversie che derivano dall'interpretazione degli accordi sull'eliminazione della doppia tassazione.

La doppia imposizione riguarda le situazioni in cui due o più Paesi rivendicano il diritto di tassare gli stessi redditi di un'impresa o di una persona fisica. Ciò può avvenire per esempio a causa di un'asimmetria nelle regole nazionali, oppure in conseguenza a interpretazioni diverse di una convenzione fiscale bilaterale in materia di fissazione dei prezzi di trasferimento (infragruppo). Secondo le stime della Commissione europea attualmente ci sono circa 900 casi nella Ue per un ammontare complessivo di 10,5 miliardi di euro.

La procedura per l’accordo può essere avviata dal contribuente e prevede un periodo fino a due anni per trovare una soluzione. In assenza di un accordo viene lanciata una procedura di arbitraggio entro termini fissati. A questo scopo viene nominato un panel di 3-5 consiglieri con fino a due rappresentanti per ogni Stato coinvolto. Il panel elabora un’opinione per l'eliminazione della doppia imposizione che è vincolante per gli Stati fino a quando questi non trovano una soluzione concordata.

Gli Stati hanno tempo fino a giugno 2019 per trasporre la direttiva nel diritto nazionale, che si applicherà ai casi sottoposti dopo tale data relativi all'anno fiscale dal 1° gennaio 2018. «Questo sistema è un grande miglioramento, incoraggerà gli investimenti creando un ambiente per la tassazione più favorevole e riducendo i costi per le imprese», ha dichiarato Toomas Tõniste, ministro delle finanze dell'Estonia, che detiene attualmente la presidenza del Consiglio.

L'adozione della direttiva fa seguito all'accordo raggiunto nella sessione del Consiglio del 23 maggio 2017. In quell’occasione il Consiglio aveva raggiunto un compromesso su alcuni punti:
- ambito di applicazione della direttiva, vale a dire i tipi di controversie contemplate. Il Consiglio ha convenuto un ambito di applicazione ampio ma con la possibilità, a seconda dei casi, di escludere le controversie che non comportano doppie imposizioni;
- “personalità indipendenti”: i criteri per garantire l'indipendenza delle persone nominate a far parte di un gruppo di arbitri indipendenti. Si è convenuto che gli arbitri non devono essere dipendenti di società che forniscono consulenza fiscale o avere prestato consulenza fiscale a titolo professionale. Se non diversamente convenuto, il presidente del comitato deve essere un giudice;
- comitato permanente: la possibilità di istituire una struttura permanente per affrontare i casi di risoluzione alternativa delle controversie, se gli Stati membri lo decidono.

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