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Revisore d’obbligo per 175mila Srl

riforma dei fallimenti

Revisore d’obbligo per 175mila Srl

Sono circa 175mila le srl che potrebbero doversi dotare di un controllo sindacale sulla base della legge delega sulla riforma del diritto fallimentare approvata mercoledì scorso al Senato. È una stima di massima sui dati elaborati per il Sole 24 Ore da Infocamere. I criteri di delega sul punto sono assai stringenti e più facili da superare in ingresso rispetto all’uscita. Per essere cioè soggetti all’obbligo serve infatti avere superato per due esercizi consecutivi il limiti di ricavi o di attivi di 2 milioni di euro oppure 10 dipendenti. Ne sono invece esonerate le società che non superano tali requisiti per tre esercizi consecutivi.

Una previsione che ha lasciato assai perplessi gli imprenditori, con Confindustria che ha sottolineato come in questo modo si verificherà un aggravamento del costo dei controlli interni, poco giustificato in una prospettiva europea e meno comprensibile se si tiene conto del legame con le misure di allerta e con l’obbligo di segnalazione da parte dei creditori pubblici qualificati.

Sul piano statistico intanto, i dati segnalano un numero di società a responsabilità limitata coinvolte da questo aspetto della riforma di tutto rilievo. Il numero di 175mila rappresenta una stima sulla base di quanto rilevato per ciascuno dei tre parametri previsti. Che possono essere considerati alternativi, ma possono anche essere congiunti. Il che rende difficile arrivare a un numero preciso di srl interessate, tenuto conto che alcune delle società che rientrano nei parametri potrebbero già adesso essere obbligate a dotarsi di un controllo sindacale. Va poi tenuto presente che, in caso di mancato rispetto dell’obbligo, sarà il tribunale a provvedere su segnalazione del Registro imprese o di terzi interessati.

Ma il tema dei controlli è per certi versi centrale nelle modifiche al Codice civile, visto che la riforma, recependo alcuni orientamenti della giurisprudenza, ha stabilito l’estensione alle società a responsabilità limitata delle misure sinora riservate alle società per azioni in materia di denuncia di irregolarità degli amministratori.

Intanto è stata formalizzata la nomina della commissione Rordorf/2, perché a presiederla sarà il presidente aggiunto della Cassazione Renato Rordorf che guidò il gruppo di lavoro che ha scritto buona parte della delega. Il testo delle bozze dei decreti delegati dovranno essere pronte entro il prossimo 10 gennaio.

A far parte della commissione, che si riunirà per la prima volta mercoledì prossimo, sono, tra gli altri, magistrati come il presidente della Corte d’appello di Roma Luciano Panzani, il presidente del tribunale di Novara Filippo Lamanna, il sostituto procuratore di Piacenza Roberto Fontana, i docenti Guido Alpa e Andrea Zoppini, il rappresentante dei dottori commercialisti Andrea Foschi. E ieri il Consiglio nazionale forense, con un intervento del presidente Andrea Mascherin, ha sottolineato una serie di perplessità su alcuni punt che i decreti legislativi dovranno affrontare. Due soprattutto: il sacrificio del principio di prossimità e l’esclusione degli organismi di composizione della crisi istituiti dagli avvocati tra quelli deputati a intervenire nell’ambito delle procedure di allerta.

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