Norme & Tributi

Stop agli appalti mono-impresa

Anac

Stop agli appalti mono-impresa

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Basta appalti senza gara con la scusa che a fornire un particolare servizio è solo un’impresa. L’Autorità anticorruzione mette nel mirino una delle prassi più abusate dalla Pa per aggirare la concorrenza. Si tratta della deroga per i cosiddetti beni e servizi infungibili. Vale a dire i prodotti e i servizi protetti da copyright o nella disponibilità di un unico operatore. Le linee guida in materia sono state appena pubblicate: l’imperativo sarà svolgere analisi di mercato e programmare i fabbisogni. Motivando sempre le proprie scelte.

I numeri dell’Anac dicono che ogni anno in Italia si aggiudicano senza bando appalti pubblici per 15 miliardi. In molti casi questa scelta è motivata con il fatto che a garantire quel servizio o quel bene sia una sola impresa. Questo accade principalmente per la sanità e i servizi informatici. Per evitare abusi, allora, arrivano le nuove linee guida. L’analisi delle cause per le quali un bene può essere considerato infungibile mostra che esistono numerose situazioni che possono portare una stazione appaltante a ritenere di non avere alternative. In alcuni casi, la scelta dipende da caratteristiche intrinseche del prodotto, in altri può essere dovuta a valutazioni di opportunità. Comunque, la responsabilità di verificare se il bene è infungibile è tutta sulla testa della Pa, che dovrà muoversi attraverso indagini di mercato (una novità del Dlgs 50/2016) per essere certa di non avere alternative.

Ma l’Anac sollecita anche a programmare i propri acquisti. Sul punto, i tecnici di Raffaele Cantone ricordano che il nuovo Codice ha previsto l’adozione di una programmazione biennale per beni e servizi. E anche nella fase di progettazione le Pa dovranno considerare, oltre ai costi immediati, anche quelli futuri.

Ci sono, poi, una serie di accorgimenti nella costruzione dei bandi. Una delle possibili soluzioni consiste nel prevedere che un singolo affidamento sia assegnato a due o più fornitori (il cosiddetto multisourcing). Questo darà potere contrattuale nelle fasi successive: la Pa potrà contare su più imprese capaci di svolgere quello stesso servizio. Un’altra soluzione è quella di agire sulle specifiche tecniche, mediante gare su standard e non su sistemi proprietari. In questo modo si evita di restare vincolati oltre la naturale durata dell’affidamento a un’impresa.

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