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Tassate le plusvalenze sulle opere d’arte

Fisco & Contabilità

Tassate le plusvalenze sulle opere d’arte

Dalle prime indiscrezioni sul Ddl di bilancio sembra emergere la volontà del governo di disciplinare la tassazione delle opere d’arte con la finalità di ricavare risorse da un mercato potenzialmente molto ricco. Così le cessioni, da parte di privati, di oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione entrerebbero nella manovra. Le plusvalenze derivanti da queste cessioni, sino ad oggi escluse dalle categorie reddituali o meglio incluse nei redditi diversi (articolo 67 del Tuir) se «derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente», sarebbero sempre sottoposte a imposta, con due alternative. Una analitica, attraverso l’imposizione della «differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo d’imposta, al netto dei costi». In pratica si assoggetta a Irpef il capital gain secondo gli scaglioni progressivi: se consideriamo il più alto, il 43%, con un prezzo di acquisto di 100mila euro e di vendita di 200mila, la tassazione del 43% risulterebbe pari al 21,5% del prezzo di vendita, cioè 43mila euro. L’alternativa forfettaria è l’applicazione dell’Irpef sul 40% del prezzo di vendita: se sul deal da 200mila euro si applica l’aliquota marginale del 43%, l’imposizione forfettaria risulterà il 17,2%, cioè 34.400 euro. Dunque se il prezzo d’acquisto è inferiore al 60% del prezzo di vendita converrà la soluzione forfettaria. Nel caso di acquisto per successione o donazione si prevede di assumere come costo quello dichiarato ai fini dell’imposta di successione o il costo del donante (è esclusa l’imposizione per valori sotto i 10mila euro). La norma è presentata come “interpretativa” e dunque si applicherebbe in modo retroattivo, in contrasto con lo Statuto del contribuente.

Infine vi è l’ipotesi di riduzione dell’Iva sull’importazione e sulle cessioni dall’autore dal 10% al 5% allineando l’Italia ai regimi di Francia, Regno Unito e Germania. A quanto risulta al «Sole» l’articolato sottoposto dal Mef al Mibact non ha trovato appoggio e molte sono state le critiche degli addetti ai lavori.

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