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Primo ok alla nuova protezione civile

consiglio dei ministri

Primo ok alla nuova protezione civile

Rafforzamento dell’intero sistema e della catena di comando in caso di calamità, rifinanziamento del fondo regionale di protezione civile bloccato dal 2009, introduzione della «mobilitazione generale» per intervenire prima dell’emergenza, misure urgenti per ristorare i cittadini che hanno perso tutto, prima che venga quantificato il danno, allungamento della durata dello stato d’emergenza, nessun contributo per gli edifici abusivi danneggiati o distrutti in seguito a calamità: il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto di attuazione della riforma della Protezione civile (il termine per la delega scade il 4 gennaio), che è ora pronta per affrontare l’iter parlamentare: le commissioni parlamentari competenti avranno 45 giorni per esprimere il loro parere (trascorso il termine il decreto può essere comunque adottato). «Una riforma rilevante, un punto di equilibrio nel pendolo tra gigantismo e minimalismo», ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni.

Con il concetto di «mobilitazione generale» si ottengono due vantaggi: la possibilità di operare, senza la dichiarazione dello stato d’emergenza, sia in previsione dell’evento – supportando le autorità locali – sia nell’immediatezza del fatto, riducendo così l’impatto dei fenomeni. Non sarà inoltre più necessario avere la stima dei danni per dichiarare lo stato d’emergenza: viene stabilito un primo stanziamento e successivamente si farà la conta dei danni. E proprio lo stato d’emergenza viene allungato da un anno (6 mesi più altri 6) a due (12+12).

Si introduce la possibilità di fissare delle «misure economiche urgenti» finalizzate ad alleviare il disagio a persone e attività produttive, in attesa che vengano quantificati i danni reali. Ogni cittadino avrà il diritto di essere informato sui rischi del territorio in cui vive e sulle pianificazioni messe in atto dalle autorità. Ma avrà anche il dovere di essere consapevole dei rischi, di adottare misure di autoprotezione e, soprattutto, di rispettare le indicazioni del sistema di protezione civile.

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