Norme & Tributi

Equo compenso, gli ordini all’attacco: va esteso a tutti, non…

LETTERA ALLA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO

Equo compenso, gli ordini all’attacco: va esteso a tutti, non solo agli avvocati

Marina Calderone. (Imagoeconomica)
Marina Calderone. (Imagoeconomica)

Gli ordini professionali tornano in pressing sul Parlamento per ottenere il riconoscimento di un equo compenso per «tutti i 2,3 milioni di lavoratori autonomi ordinistici italiani, e non solo per una categoria», quella degli avvocati. È il senso del documento inviato oggi dal Cup (Comitato unitario delle professioni) presieduto da Marina Calderone e Rpt (Rete delle professioni tecniche) guidata da Armando Zambrano, ai membri della Commissione Lavoro del Senato, dove è in stallo l'esame del disegno di legge. Una battaglia di lunga data, quella di Cup e Rpt, mirata a sottolineare che l'equo compenso non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie e pertanto non c'è alcun motivo per fermare l’iter legislativo avviato in Parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006.

Ma in questi giorni, al Senato con un emendamento del relatore Silvio Lai (Pd), è stata inserita nel Decreto fiscale una norma per riconoscere la giusta remunerazione ai legali impegnati nel contenzioso con banche, assicurazioni e grandi aziende. Rivolgendosi al legislatore, e invitandolo a «ponderare le scelte delle prossime ore», si sottolinea che «non si possono creare livelli diversi di tutele tra lavoratori autonomi che hanno le medesime esigenze e gli stessi diritti. Anzi, l'equo compenso andrebbe esteso anche alle professioni non ordinistiche», con tanto di tutele «soprattutto da una Pubblica amministrazione che addirittura, in qualche caso (come avvenuto nel Comune di Catanzaro, la cui decisione è stata confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, ndr), ritiene possibile pretendere prestazioni a un euro, istituendo l'economia dell'immaginario».

Il 30 novembre, a Roma, ricordano Cup e Rtp, si terrà una manifestazione per «il rispetto del ruolo sociale delle professioni, fondamentale per garantire prestazioni di qualità a tutela principalmente dei committenti, pubblici e privati».

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