Norme & Tributi

Equo compenso, ora l’obiettivo è un limite alla Pa

professionisti

Equo compenso, ora l’obiettivo è un limite alla Pa

L’equo compenso per i professionisti potrebbe avere un chance grazie al Dl fiscale. Nel decreto, con un emendamento, è stato riproposto l’equo compenso per gli avvocati. Il Consiglio nazionale dei commercialisti si dice favorevole alla sua approvazione, anche se riguarda un solo Ordine. «Se passasse - dichiara il consigliere delegato ai compensi e alla deontologia Giorgio Luchetta - sarebbe più facile estenderla anche a tutti gli altri soggetti ordinistici, svolgendo un ruolo di apripista».

Di diverso avviso il Cup - Comitato unitario delle professioni - e la Rpt - Rete delle professioni tecniche -, che chiedono che l’equo compenso venga esteso a tutte le professioni ordinistiche e non. «Non si possono creare livelli diversi di tutele tra lavoratori autonomi che hanno le medesime esigenze e gli stessi diritti», si legge in un comunicato congiunto diramato ieri. Secondo Cup e Rpt, «i professionisti devono essere tutti tutelati soprattutto da una pubblica amministrazione che addirittura, in qualche caso, ritiene possibile pretendere prestazioni professionali ad un euro, istituendo l’economia dell'immaginario». In questo senso, Cup e Rpt citano il Consiglio di Stato (sentenza 4614 del 3 ottobre, si veda «Il Sole 24 Ore» del giorno successivo).

A riportare la Pubblica amministrazione nel dibattito sull’equo compenso è anche il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che auspica «l’introduzione dell’equo compenso delle prestazioni professionali a partire dai contraenti “forti” come le pubbliche amministrazioni»; di contro, l’emendamento pro-avvocati nel Dl fiscale, quando parla della necessità di un equo compenso, lo fa in merito a banche, assicurazioni e “grandi imprese”.

Cup e Rpt stanno organizzando una manifestazione a Roma per il 30 novembre , lo slogan scelto è «L’equo compenso è un diritto». Per l’equo compenso si è già manifestato a Roma il 14 maggio; allora gli organizzatori furono gli Ordini di Roma di avvocati, ingegneri, architetti e medici e l’Ordine degli avvocati di Napoli.

Che l’equo compenso sia un tema caldo per professionisti lo dimostra anche l’adesione alla petizione lanciata il 13 ottobre scorso su change.org nata per chiedere che siano da considerare “nulli” i compensi riconosciuti per contratto dalla Pa in deroga ai “minimi”. L’idea è partita dalla base e ha coinvolto associazioni ed enti di diverse professioni, sia con Ordine, sia senza Albo; ad oggi la petizione ha raccolto 25.846 firme (alle 19,15 di ieri).

© Riproduzione riservata