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Sanzionata l’autocertificazione tardiva

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Sanzionata l’autocertificazione tardiva

A varie società, che hanno optato per l’Iva di gruppo, sono state irrogate nelle scorse settimane pesanti sanzioni per aver inviato in ritardo l’autocertificazione del possesso dei requisiti patrimoniali per l’esonero della garanzia. Secondo le Entrate, infatti, nonostante non vi sia una specifica norma che preveda per il passato una sanzione al riguardo, trova applicazione la penalità per l’omesso versamento Iva: il 30% dell’importo (legittimamente) compensato.

Così, ad esempio, se una società all’interno di un gruppo ha compensato debiti Iva per 2 milioni di euro con crediti Iva di altra società del gruppo (ovviamente spettanti e regolari), l’Ufficio ha irrogato una sanzione di 600mila euro per l’invio in ritardo della predetta autocertificazione. Pur in presenza di imposte regolarmente versate e di crediti spettanti.

Normativa e prassi

L’articolo 73 del Dpr 633/72 prevede che in ambito gruppo, per le compensazioni delle eccedenze con i debiti Iva delle società aderenti, si applichino le stesse regole dei rimborsi: vi è quindi la necessità di una garanzia contestuale alla presentazione della dichiarazione annuale. Tuttavia le imprese che hanno specifici requisiti patrimoniali («virtuose») ne sono esonerate ed è sufficiente un’autocertificazione del possesso di tali requisiti.

Negli anni passati (oggetto delle attuali sanzioni delle Entrate) non era chiaro se tale autocertificazione dovesse essere trasmessa all’Agenzia (e in che termini) ovvero soltanto predisposta e consegnata a richiesta. E infatti, poiché la norma di riferimento era relativa ai rimborsi di imposta, la sua trasmissione (circolare 54/1999) era prevista solo in caso di «invio della richiesta di rimborso» cartacea, ma nulla era previsto per l’ipotesi (come nei casi in contestazione) di compensazione nell’ambito del gruppo.

In passato, i modelli delle dichiarazioni Iva prevedevano una specifica casella da barrare ove le imprese del gruppo fossero “virtuose”, così da escludere l’obbligo di garanzia. Da qualche anno, invece, forse anche per risolvere i dubbi, il contenuto previsto della citata autocertificazione è stato inserito direttamente nel modello Iva. È pertanto verosimile che la barratura di questa casella e la sottoscrizione del modello equivalgano sostanzialmente all’autocertificazione dei requisiti, al pari di altri dati indicati nella dichiarazione.

La nuova sanzione

Il Dlgs 158/2015 ha introdotto due specifiche sanzioni, ma solo per i casi di consegna tardiva della garanzia entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione da 250 euro a 2mila euro e oltre 90 giorni pari al 30%. Ne consegue sia che per il passato non esisteva alcuna sanzione per la tardiva consegna della garanzia, atteso che solo ora è stata introdotta, sia che in ogni caso continua a non essere sanzionata la mancanza dell’autocertificazione.

Da segnalare infatti, che la circolare 35/2015 ha affermato che «a differenza di quanto avveniva ai fini della presentazione dell’attestazione di “virtuosità” ai sensi della previgente normativa, non si ritiene possibile la presentazione di detta dichiarazione sostitutiva in un momento successivo alla dichiarazione/istanza. La dichiarazione sostitutiva potrà essere prodotta successivamente... solo qualora venga presentata una dichiarazione correttiva/integrativa».

In altre parole, l’Agenzia conferma con riguardo alla pregressa normativa la possibilità di presentazione dell’autocertificazione anche in un momento successivo, mentre con la nuova norma occorre presentare una dichiarazione integrativa contenente la compilazione degli appositi spazi. Anche alla luce di tali considerazioni le sanzioni irrogate non sembrano corrette.

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