Norme & Tributi

Se puoi permetterti le sigarette elettroniche, puoi pagarci le tasse

la consulta in risposta ai produttori

Se puoi permetterti le sigarette elettroniche, puoi pagarci le tasse

(Ansa)
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Puoi permetterti la sigaretta elettronica? Allora puoi pagarci le tasse connesse. Non vale poi il fatto che si usino liquidi senza nicotina, poiché «il livello di conoscenze attuali in materia di fumo elettronico non sembra essere tale da assicurarne l'innocuità». Con queste motivazioni la Corte costituzionale ha respinto, nella sentenza 240, depositata ieri (Presidente Paolo Grossi, redattore Giuliano Amato) le obiezioni avanzate dal Tar Lazio sulla legittimità della tassazione per le e-cig.

«Differenziazione ragionevole»
I produttori, tra cui Anafe, l'associazione nazionale dei produttori di fumo elettronico, hanno contestato la modulazione del prelievo fiscale introdotta dal 2014 (dal decreto legislativo 188, che ha modificato il decreto legislativo 540 del 1995), segnalando tra l'altro che le sostanze liquide prive di nicotina sono state assoggettate al “medesimo regime impositivo” di quelle con nicotina.
Già la Consulta aveva censurato (sentenza 83 del 2015) una precedente normativa che disponeva identica aliquota per i prodotti con tabacchi lavorati e i dispositivi per il fumo elettronico. Ma nella sentenza depositata ieri la Corte segnala che la norma attualmente in vigore effettua una «differenziazione ragionevole» tra sigarette elettroniche e tradizionali, «fondata sul diverso processo di assunzione del fumo elettronico e del fumo da sigarette tradizionali, quest'ultimo ritenuto più dannoso per la salute del consumatore». «Per tale motivo, non a caso, l'imposta di consumo sui prodotti liquidi da inalazione è stata fissata in misura ridotta rispetto a quella prevista per i prodotti tradizionali da fumo, in virtù dell'assenza di combustione». Inoltre - spiegano i giudici - la stessa direttiva Ue 2014/40 «ha riconosciuto che le sigarette elettroniche possono diventare prodotto di passaggio verso la dipendenza dalla nicotina e il consumo di tabacco tradizionale».

"Sigarette elettroniche del 95% meno dannose delle tradizionali"

La capacità contributiva
Ma un punto cruciale della sentenza depositata ieri è l'aver respinto le critiche relative alla capacità contributiva (articolo 53 della Costituzione): l'imposta di consumo sulle e-cig, «nella parte in cui assoggetta i liquidi privi di nicotina alla medesima aliquota impositiva dei liquidi nicotinici... colpisce beni del tutto voluttuari, immessi in consumo dai fabbricanti e dai produttori, che per ciò stesso dimostrano una capacità contributiva adeguata, così come i consumatori finali sui quali viene traslata l'imposta». Perciò è legittima «l'ampia discrezionalità» che spetta al legislatore e che gli consente di applicare la medesima aliquota. «Sia pure con il limite della non arbitrarietà», ricorda la Corte, nel riportare un passaggio della sentenza 111 del 1997, al legislatore è «consentito di determinare i singoli fatti espressivi della capacità contributiva che, quale idoneità del soggetto all'obbligazione di imposta, può essere desunta da qualsiasi indice rivelatore di ricchezza».

In definitiva, il fatto stesso di potersi permettere la e-cig è già espressione di capacità contributiva. Per di più, concludono i giudici, «la finalità secondaria di tutela della salute propria dell'imposta di consumo, che già di per sé giustifica l'imposizione sui prodotti nicotinici, legittima anche l'eventuale effetto di disincentivo, in nome del principio di precauzione, nei confronti di prodotti che potrebbero costituire un tramite verso il tabacco».

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